
Era figlio di Busellini, ucciso dalla banda Giuliano subito dopo la strage di Portella della Ginestra
PALERMO, 26 marzo – La Cgil esprime dolore e amarezza per la morte in totale solitudine di Emanuele Busellini. L'anziano è stato trovato morto nella sua casa ad Altofonte, a un mese dal decesso.
L'uomo era figlio di Emanuele Busellini, agricoltore di Altofonte di 39 anni, ucciso in occasione della strage di Portella della Ginestra il 1° maggio del 1947. Emanuela Busellini Jr. era un poeta, ha scritto anche una poesia sulla strage di Portella della Ginestra. Era nato ad Altofonte il 31 agosto 1947, quattro mesi dopo l'assassinio del padre.
La storia del padre ebbe un corso diverso rispetto alle altre vittime: il suo cadavere fu ritrovato il 22 giugno successivo, giorno degli attentati alle camere del lavoro di Carini, Monreale, Piana, Altofonte e Partinico, all'interno di una foiba nella zona dello Strasatto, dalle parti di Fontana Fredda, profonda oltre 30 metri.
L'ipotesi fatta fu che Busellini, testimone scomodo per essersi imbattuto nel gruppo di fuoco che poco prima aveva sparato sulla folla di contadini, venne rapito e ucciso dalla banda Giuliano di ritorno dalla strage di Portella della Ginestra.
La sua memoria annualmente viene ricordata dalla Camera del Lavoro di Palermo e dell'associazione “Portella della Ginestra” dei familiari delle vittime e dei sopravvissuti della strage del 1° maggio 1947 portando dei fiori nella foiba di Valle Monaco, in contrada Mungilicasi, nei pressi di Giacalone, dove furono trovati i suoi resti.
“Siamo dispiaciuti per la scomparsa ad Altofonte di Emanuele Busellini, figlio di quell'Emanuele Busellini, il campiere dei contadini, che la banda Giuliano assassinò il giorno stesso della strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il responsabile dipartimento Archivio e memoria storica Cgil Palermo Dino Paternostro - E il dispiacere diventa amarezza se si pensa che Busellini Jr. è morto in solitudine e il suo corpo è stato trovato in casa dopo circa un mese dal decesso. Certamente è una vittima della solitudine, del suo carattere schivo, ma anche del trauma di avere convissuto per tutta la vita con la tragedia del padre ucciso”. quand'egli non era ancora nato”.
"Emanuele Busellini – aggiungono Francesco Petrotta dell'associazione familiari delle vittime di Portella della Ginestra e Giovanni Pileri, responsabile Camera del lavoro di Altofonte - lo ricordiamo presente alle manifestazioni organizzate dalla Cgil insieme al comune di Altofonte per ricordare il padre, con la collocazione di una targa in marmo sul luogo del delitto. E lo vogliamo ricordare sempre come una persona che, senza colpe, ha pagato un altissimo tributo alla violenza criminale di banditi e mafiosi che hanno insanguinato la nostra Sicilia”.
conoscevano la correttezza di Busellini decisero di ucciderlo per eliminare un testimone scomodo che potesse collaborare con gli inquirenti che indagavano sulla strage di Portella.