Colpevole di avere imposto estorsioni mafiose a Giovanni Sala, Andrea Di Matteo condannato a dieci anni

Qualche mese fa erano stati condannati Salvatore la Barbera, Giuseppe Serbino e Salvatore Raccuglia

PALERMO, 6 dicembre – La terza sezione penale del Tribunale di Palermo ha condannato a 10 anni di reclusione Andrea Di Matteo, altofontino, ritenuto colpevole di avere imposto estorsioni di tipo mafioso all’imprenditore, anch’egli parchitano, Giovanni Sala.

A pronunciarsi così è stato il collegio presieduto dal giudice Fabrizio La Cascia, che ha accolto le richieste dei pm Dario Scaletta, amelia Luise e Annamaria Picozzi. Nello scorso mese di febbraio, per lo stesso motivo, erano stati condannati Salvatore La Barbera (8 anni) e Giuseppe Serbino (6 anni e mezzo), che avevano beneficiato degli sconti di pena, avendo scelto il rito speciale. 16 anni, invece, aveva preso Salvatore Raccuglia, fratello dell’ergastolano Mimmo, boss di altofonte, perché a lui era stata applicata la continuazione con una precedente condanna.

I quattro furono arrestati in uno dei filoni che scaturirono dall’operazione "Quattropuntozero" nella quale finirono in manette i vertici del mandamento di San Giuseppe Jato. L’imprenditore di Altofonte, Giovanni Sala, stanco delle richieste di pizzo subite dal 2000, aveva deciso di denunciare di ribellarsi al gioco estorsivo, descrivendo alcune dinamiche della cosca mafiosa. L’uomo aveva avuto richieste di pizzo a Pasqua e Natale.

 

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