Non erano di provenienza illecita, restituiti i beni a Mario Salvatore Tafuri

Gli erano stati sequestrati nel 2011

PALERMO, 20 settembre - Con provvedimento depositato ieri mattina dalla sezione delle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, presieduta da Giacomo Montalbano, è stata disposta la restituzione del patrimonio immobiliare intestato all’altofontino MarioTafuri che era stato sequestrato il 9 dicembre del 2011 dalla Procura distrettuale Antimafia di Palermo su proposta della Questura di Palermo del 27 ottobre dello stesso anno.

Il patrimonio sottoposto a sequestro è composto da quattro società che operano nel settore dell’edilizia, beni immobili e denaro.
Il sequestro, avviato nel 2011, aveva determinato il blocco di tutte le attività e il licenziamento di numerosi operai tra i quali anche familiari trattandosi di azienda a conduzione familiare.

Il provvedimento del Tribunale, emesso dopo la camera di consiglio, accoglie le tesi difensive di Tafuri difeso dagli avvocati Salvino Caputo e Igor Runfola, i quali hanno sempre sostenuto la linea difensiva della liceità dei beni e hanno affidato ad una consulenza tecnica redatta da commercialisti la dimostrazione della provenienza lecita del patrimonio sequestrato.

Il Collegio, infatti, ha ritenuto che non sussiste alcun sospetto in merito agli acquisti di Tafuri e delle società e che non vi è alcuna dimostrazione che i beni sequestrati siano frutto o provento degli illeciti o risultano sproporzionati ai rediti del nucleo familiare.
La difesa ha dimostrato che i beni sottoposti a sequestro erano riconducibili all’attività imprenditoriale già avviata dal padre e che non vi era alcuna sproporzione tra i redditi dichiarati e l’attività imprenditoriale.

Il Tribunale ha accertato la legittimità della provenienza del patrimonio di Mario Salvatore Tafuri e ne ha disposto la integrale restituzione.
“Ci dispiace – dichiarano i difensori Salvino Caputo e Igor Runfola – prendere atto che ci siano voluti quasi quattro anni per la restituzione del patrimonio sequestrato adesso sarà difficile ricostruire un’impresa che all’epoca del sequestro, nel 2011 era ben avviata”.

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