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Quando il teatro fa scuola: il successo de “La vera storia dei Promessi Sposi”

· Istruzione

Alla scuola Francesca Morvillo musica e arte scenica. LE FOTO

MONREALE, 12 giugno – Sipario aperto e un applauso scrosciante che ripaga mesi di passione.

 Per il secondo anno consecutivo, le attività pomeridiane della scuola secondaria di I Grado della scuola Francesca Morvillo si sono chiuse con un trionfo collettivo: la messinscena de “La vera storia dei Promessi Sposi”, una rivisitazione ironica e del tutto non convenzionale del capolavoro di Alessandro Manzoni, interpretata con straordinaria energia dagli alunni di alcune classi seconde e terze.

Lo spettacolo rappresenta il coronamento del percorso formativo “CostruiAMO il nostro futuro”, un macro-progetto che ha saputo fondere in una sinergia perfetta tre diversi laboratori pomeridiani. Gli alunni del modulo “ConosciAMOci con il teatro” si sono occupati interamente della recitazione, della regia e delle sceneggiature, mentre il gruppo di “ComunichiAMO per conoscerci” ha realizzato nei minimi dettagli le scenografie e gli oggetti di scena, rivelatisi fondamentali per la resa dello spettacolo. A legare il tutto ci hanno pensato gli alunni di “MusichiAMO insieme”, un coro affiatato che ha accompagnato la recitazione riadattando i brani musicali fino all'esplosivo finale sulle note di “I will follow him”, dal celebre film Sister Act.

Il testo, interamente scritto dalle docenti responsabili del progetto, ha proiettato i personaggi classici in un contesto moderno e fortemente legato al territorio palermitano. Il pubblico ha così seguito le peripezie di Renzo l’imbianchino e di Lucia da Mondello, insidiati da un Don Rodrigo del tutto inedito, rappresentato come un prepotente che in realtà nasconde una natura debole, costantemente vessato dalla mamma e infine messo fuori gioco dal matrimonio con un'energica infermiera pronta a comandarlo a bacchetta.

Al loro fianco si è mossa una carrellata di personaggi assolutamente irresistibili. I due Bravi sono diventati figure buffe e inadeguate, l'uno penalizzato da una vistosa balbuzie e l'altro colto da risate irrefrenabili anche nei momenti più seri, mentre l'Innominato si è trasformato in un improbabile pirata che non si separava mai dal suo orsetto di peluche. Anche le storiche figure di riferimento religioso e legale hanno subito una sorte esilarante: Frà Cristoforo è apparso intento a cedere indulgenze in cambio di arancine e cassattele calde, e l'avvocato Azzeccacarbugli ha fatto il suo ingresso trionfale sulle note della sigla di Forum, con tanto di parrucca bianca e strampalate soluzioni di legge.

Il quadro delle parodie si è arricchito con la Monaca di San Martino delle Scale, affidatasi a uno specchio magico anziché allo Spirito Santo, e con un paranoico Don Abbondio che, con maschera e boccaglio da sub, spruzzava disinfettante per scacciare i microbi, spalleggiato da Perpetua e dal suo inseparabile piumino. Perfino la Divina Provvidenza e la Provvida Sventura hanno preso le sembianze di una solare Fata Madrina e di un polemico "Attasso binidittu". A complicare ulteriormente la trama, lo stesso Alessandro Manzoni si è trovato sul palco a contendere la paternità dell'opera con William Shakespeare, pronto a rivendicare l'uso del balcone per una comparsata di Romeo e Giulietta, prima che il postino di “C’è posta per te” chiudesse la contesa consegnando un videomessaggio di scuse da parte di Don Rodrigo.

Per molti alunni delle terze classi lo spettacolo ha coinciso con l'imminente conclusione del ciclo di studi della scuola media, coronando un'avventura coinvolgente che rimarrà a lungo tra i loro ricordi più belli. L'impatto di questo percorso va però ben oltre la singola serata. Anno dopo anno, l’istituto Francesca Morvillo vede crescere nei ragazzi un profondo interesse per il teatro, la musica e le arti sceniche come forme di crescita personale. Grazie a questo forte stimolo e alla scoperta dei propri talenti tra canto, recitazione e manualità, diversi alunni hanno scelto di coltivare queste discipline frequentando corsi teatrali e accademie musicali anche all'esterno, dando continuità a un percorso fortemente promosso dall'istituto.

La scelta della scuola di continuare a investire in questi percorsi nasce dalla certezza delle ricadute positive sulla crescita personale di ogni singolo studente. Il teatro a scuola non è un semplice passatempo, ma uno straordinario strumento pedagogico capace di sviluppare l'empatia, l'autostima, l'ironia e lo spirito di collaborazione.

Questo impegno non si esaurisce tra le mura scolastiche, ma si nutre costantemente del contatto con l'arte viva. L'istituto, infatti, investe da tempo nell'educazione all'ascolto e alla visione, portando regolarmente i ragazzi a frequentare i più grandi palcoscenici della città, come il prestigioso Teatro Massimo, tempio della grande tradizione operistica. Al contempo, la scuola valorizza le radici e l'identità locale attraverso preziose collaborazioni con realtà storiche del territorio come il Teatro Ditirammu, icona del teatro popolare e folk.

È proprio attraverso questo doppio binario – la grande istituzione e la realtà di quartiere, il fare teatro sul palco e il viverlo da spettatori – che la comunità scolastica si apre al territorio, offrendo ai ragazzi le chiavi per diventare cittadini consapevoli, sensibili e amanti della bellezza. Solo lavorando in squadra e in sinergia, dentro e fuori la scuola, si costruisce davvero il futuro.

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· Enzo Ganci · Editoriali

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