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Legalità e memoria: gli studenti della Guglielmo II incontrano il magistrato Vittorio Teresi

· Istruzione

Un proficuo confronto nel ricordo di Falcone e Borsellino

MONREALE, 20 maggio - Una mattinata intensa e ricca di significato quella vissuta oggi al plesso di Aquino della scuola Guglielmo II, nell’ambito delle iniziative dedicate alla Settimana della cultura antimafia e alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Protagonisti dell’incontro sono stati gli studenti delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il magistrato Vittorio Teresi, Procuratore Aggiunto a Palermo, presidente del Centro Studi “Paolo e Rita Borsellino” e storico collega di Falcone e Borsellino nella lotta alla mafia. Insieme a lui era presente anche Clara Triolo, referente dell’associazione “Libera contro le mafie” di Palermo.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione sui temi della legalità, della giustizia e dell’impegno civile. Grande e sentita la partecipazione degli studenti, che hanno seguito con attenzione gli interventi e posto numerose domande, dimostrando curiosità, sensibilità e desiderio di comprendere una realtà che, ancora oggi, continua a segnare profondamente il territorio siciliano.

Dopo aver approfondito il ruolo svolto dall’associazione Libera, impegnata da oltre trent’anni nella promozione della cultura della legalità e protagonista nel 1996 della raccolta di oltre un milione di firme per l’approvazione della legge sul riuso sociale dei beni confiscati ai mafiosi, gli alunni hanno dialogato direttamente con il magistrato Teresi. Molte le domande che gli sono state rivolte: da una spiegazione semplice di cosa sia la mafia a cosa possano fare i giovani per contrastarla, fino al significato della memoria delle stragi del 1992. Non sono mancati quesiti più personali, come cosa significhi vivere sotto scorta o cosa direbbe oggi a Falcone e Borsellino se fossero ancora vivi.

“Innanzitutto li ringrazierei”, ha risposto Teresi, suscitando un momento di forte emozione tra i presenti. Particolarmente toccanti anche i racconti legati ai giorni successivi alle stragi mafiose, vissuti in prima persona dal magistrato accanto ai colleghi assassinati. A sottolineare il valore educativo dell’iniziativa è stata anche la dirigente scolastica, Irene Bornelli, che ha ricordato come la scuola debba essere “il luogo dove si allena il pensiero critico, dove si impara il rispetto per gli altri e per le istituzioni e dove si formano cittadini consapevoli e responsabili”.

L’incontro si inserisce nel più ampio percorso educativo promosso dalla scuola Guglielmo II, che pone al centro della propria azione formativa la cultura della legalità, il rispetto delle regole e la costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole.

 

· Enzo Ganci · Editoriali

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