Concluso il progetto “Conoscere per coltivare cambiamento”: tra memoria, legalità e lavoro, i giovani incontrano l’economia che sfida le mafie
MONREALE, 23 aprile – Si è conclusa in un clima di grande partecipazione e speranza, la terza edizione del progetto scolastico “Conoscere per coltivare cambiamento” promossa da Libera Sicilia con il patrocinio del Consorzio Sviluppo e Legalità.
L’ultima tappa di questo percorso ha fatto sosta a Pioppo, dove le studentesse e gli studenti delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato i protagonisti di un’economia che sfida le logiche mafiose. Al centro dell’incontro il racconto quotidiano della cooperativa e del suo lavoro sui beni confiscati alle mafie. Terre un tempo simbolo di potere criminale e oggi restituite alla collettività grazie alla sinergia con il Consorzio Sviluppo e Legalità dell’Alto Belice Corleonese.
Non si è parlato solo di teoria, ma di un’esperienza estremamente concreta fatta di agricoltura di qualità: il rispetto per la terra che si trasforma in prodotti sani. Lavoro dignitoso: la creazione di opportunità occupazionali regali e trasparenti. Sviluppo del territorio: la trasformazione di un bene sottratto in un bene comune.
Durante la mattinata, i ragazzi hanno approfondito i pilastri che sorreggono l'impegno di Libera Terra: la cooperazione, la responsabilità collettiva e la memoria attiva. Ricordare le storie delle vittime innocenti delle mafie non è stato un semplice esercizio di retorica, ma un modo per tracciare una rotta verso un futuro più giusto, seguendo l'esempio di chi ha compiuto il proprio dovere fino in fondo.
“Ringrazio Libera Sicilia e il Consorzio Sviluppo e Legalità - dichiara la dirigente della Scuola Patrizia Roccamatisi che riveste anche la carica di assessore alla Pubblica Istruzione - per averci accompagnato in questo viaggio. Educare alla bellezza della cooperazione e al rispetto della dignità umana è l’unico modo che abbiamo per onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per la nostra libertà. Ieri tra i banchi del 'Margherita di Navarra', abbiamo seminato semi di responsabilità che, ne sono certa, i nostri alunni sapranno far germogliare nel loro futuro".