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Il coraggio della memoria: alla scuola Guglielmo studenti a confronto con le vittime innocenti di mafia

· Istruzione

Un incontro toccante con la mamma di Claudio Domino, tra testimonianze, emozione e impegno civile per educare alla legalità

MONREALE, 31 marzo – Alla scuola Guglielmo II un incontro intenso e carico di significato ha riunito studenti, docenti e ospiti accomunati da storie segnate dal dolore, ma anche da straordinari esempi di coraggio e impegno civile.

 Protagonisti dell’iniziativa sono stati Graziella Accetta, madre del piccolo Claudio Domino, vittima innocente di mafia, e Claudio Burgio, figlio adottivo di Giuseppe La Franca, anch’egli vittima innocente. La loro testimonianza ha rappresentato per i ragazzi un’importante occasione di confronto diretto con esperienze autentiche, capaci di trasformare la memoria in consapevolezza. Con grande emozione, la signora Accetta ha ripercorso la tragica vicenda che ha colpito suo figlio Claudio, ucciso a soli 11 anni, un evento che ha profondamente segnato la città e la coscienza collettiva. Le sue parole, dense di dolore ma anche di dignità e forza, hanno catturato l’attenzione degli studenti, creando un clima di silenzio e rispetto.

Il racconto è andato oltre la cronaca, diventando un forte appello alla responsabilità, alla legalità e alla costruzione di una società più giusta. La testimonianza ha dimostrato come, anche di fronte a una perdita così devastante, sia possibile scegliere la strada dell’impegno civile e della memoria attiva.
A completare l’incontro, l’intervento di Claudio Burgio, che ha offerto spunti di riflessione sul ruolo fondamentale dell’educazione e della scuola nella prevenzione della cultura mafiosa. Ha sottolineato l’importanza di formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e respingere ogni forma di illegalità.

Gli studenti hanno partecipato con grande interesse, ponendo domande e mostrando una sincera volontà di comprendere. Particolarmente significativo il gesto degli alunni del plesso Leto-Borsellino di Aquino, che hanno consegnato alla signora Accetta due lettere cariche di empatia e affetto, rivolte idealmente al loro coetaneo che oggi non c’è più.
Il dialogo nato durante l’incontro ha evidenziato quanto sia fondamentale offrire ai giovani occasioni concrete di confronto con chi ha vissuto direttamente le conseguenze della mafia. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso educativo volto a promuovere la cultura della legalità e della memoria, elementi indispensabili per costruire un futuro libero da violenza e omertà.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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