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Il teatro Ditirammu incontra gli studenti della Scuola Morvillo di Monreale

· Istruzione

Interessante iniziativa destinata agli alunni delle classi terze

MONREALE, 19 novembre – Lunedì scorso la scuola Francesca Morvillo di Monreale ha ospitato Elisa Parrinello, direttrice del Teatro Ditirammu e del laboratorio teatrale permanente Ditirammulab.

L’incontro, rivolto agli studenti delle classi terze, ha presentato il teatro come luogo creativo e formativo, spazio in cui si sperimentano il gioco-mestiere e il divertimento culturale.
Nel corso della mattinata, la direttrice ha illustrato la storia e la missione del Ditirammu, da sempre impegnato nella valorizzazione delle radici artistiche siciliane attraverso canti, racconti e rappresentazioni che attingono alla tradizione popolare.
Accanto a Elisa Parrinello è intervenuto anche Carlo Di Vita, ex allievo e oggi maestro dello stesso laboratorio teatrale, che ha condiviso con gli studenti la propria esperienza personale, raccontando come, partito da un iniziale disinteresse verso il teatro, abbia progressivamente scoperto in esso una passione profonda, fino a farlo diventare il fulcro dei suoi interessi e il suo attuale lavoro. La sua testimonianza ha offerto ai ragazzi un esempio concreto di come il teatro possa rappresentare un percorso di crescita e trasformazione.

Il dialogo con gli studenti è stato guidato da una domanda centrale: “Che me ne faccio io del teatro?”, proposta per stimolare una riflessione condivisa sul significato e sull’utilità di questo linguaggio espressivo nella vita dei giovani.
Le risposte degli alunni hanno evidenziato punti di vista molteplici: il teatro come luogo di incontro, come occasione per coltivare la creatività, come possibilità di esprimersi liberamente e, per alcuni, come spazio in cui potersi “liberare” da tensioni, timidezze o pensieri difficili da comunicare in altri contesti.
Nonostante una comprensibile iniziale riservatezza, gli studenti si sono lasciati coinvolgere negli esercizi di mimica e nei brevi momenti di canto proposti dalla direttrice, superando imbarazzo e timidezza e sperimentando direttamente la dimensione giocosa e comunicativa dell’esperienza teatrale.

Durante l’incontro, Elisa Parrinello ha inoltre sottolineato come l’interpretazione di un personaggio diverso da sé stessi rappresenti un potente esercizio di empatia: calarsi nei panni dell’altro permette di comprenderne sentimenti, stati d’animo e comportamenti che spesso, da una prospettiva superficiale, possono risultare difficili da interpretare. Questa capacità di immedesimazione, ha spiegato, contribuisce anche a prevenire e contrastare fenomeni come il bullismo, favorendo nei giovani una maggiore sensibilità verso le differenze e le fragilità altrui. Ha poi raccontato di aver lavorato in contesti sociali molto diversi tra loro, da quelli più degradati a quelli più sereni, evidenziando come ogni esperienza l’abbia arricchita profondamente, sia dal punto di vista culturale che umano.

L’incontro si inserisce all’interno di una visione più ampia adottata dalla scuola, che riconosce nel teatro un importante strumento formativo. Per il secondo anno consecutivo, infatti, l’istituto ha attivato percorsi PON dedicati alle arti performative, articolati in tre moduli distinti: uno musicale, uno di sceneggiatura e recitazione, e uno artistico-scenografico. L’obiettivo è consentire agli alunni di vivere il teatro da più prospettive e favorire un’esperienza di aggregazione, crescita culturale e valorizzazione dei talenti individuali, in un contesto diverso da quello strettamente legato alla didattica tradizionale.

Nella sperimentazione di una didattica sempre più inclusiva e aperta alle tradizioni artistiche e culturali del territorio, la scuola porterà avanti la collaborazione con la realtà del Teatro Ditirammu anche nel prosieguo delle attività già programmate, nella consapevolezza che uno degli obiettivi condivisi con Elisa Parrinello è quello di avvicinare i giovani alla realtà del teatro non soltanto come spettatori, ma come parti attive dell’esperienza stessa e riconoscendo come il teatro rappresenti un elemento fondamentale del percorso formativo: un luogo dove gli studenti possono crescere, scoprire sé stessi, sviluppare creatività e costruire relazioni autentiche. Un investimento culturale che arricchisce la vita scolastica e contribuisce a formare cittadini più consapevoli, sensibili e partecipi.

· Enzo Ganci · Editoriali

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