fumetto
di Giuseppe Cangemi
Quella del 15 agosto è una data importante per Monreale, poiché re Guglielmo II, proprio nel giorno dell’Assunzione di Maria del 1176, confermò solennemente l’offerta del Duomo di Monreale alla Madonna.
Rivolgendosi ai benedettini, sempre nel 1176, re Guglielmo II fece arrivare dal monastero di Cava dei Tirreni un folto numero di monaci, che presero possesso dell’abbazia ed elessero come primo Abate Teobaldo. Fu proprio il 15 agosto di quello stesso anno il giorno in cui il sovrano depose sull'altare maggiore del nuovo tempio di Monreale, che aveva fatto edificare in segno di gratitudine a Dio e alla Madonna, una Bolla d'oro, contenente privilegi ed altre concessioni ai monaci, in particolare concesse all’Abate i castelli di Giato, Corleone, Calatatrasi, il casale di Bulchar, nei pressi del luogo in cui attualmente sorge Monreale, e altri possedimenti a Palermo, Messina, vicino a Catania e in Calabria, Puglia e Basilicata. Sui territori concessi l’Abate esercitava la sua signoria feudale con giurisdizione sia civile sia penale.
L'Arcidiocesi di Monreale, grazie alle concessioni di re Guglielmo divenne così una delle più importanti. Nel 1176 fu sottoscritto l’atto di fondazione di Monreale, con cui si confermò l’approvazione riguardo alle esenzioni, ai confini territoriali e alle concessioni alla nuova diocesi. Qualche anno dopo, in particolare il 5 febbraio 1183, Papa Lucio III, con la sua bolla ‘Licet Dominus’ conferì all’Abate del monastero il titolo di Arcivescovo Metropolita, donando come sede suffraganea Catania; subito dopo, nel 1188, Clemente III aggiungeva anche Siracusa. Il primo Abate ad essere insignito del titolo di Arcivescovo metropolita fu fra’ Guglielmo, successore di Teobaldo.
Non si tratta di una ricorrenza fra tante, ma del ricordo delle origini di Monreale, che vanno valorizzate nella misura in cui valorizzare la storia locale di Monreale contro ogni forma di anestesia della storia significa avere una coscienza storica, che, come sottolinea lo storico tedesco Jorn Rusen, si configura come ''una complessa interazione di interpretazioni del passato, percezioni del presente e aspettative verso il futuro. Avere una coscienza storica significa aver consapevolezza del cambiamento e della discontinuità che caratterizzano i fatti umani, ma anche aver coscienza che la comprensione del presente è determinata dalle vicende del passato che l’hanno reso tale''.
In questa prospettiva, rileggere oggi le parole di re Guglielmo II, contenute nella Bolla ''Inter universas laudes'' del 15 agosto del 1176, in cui il sovrano afferma di fondare il monastero di Monreale ''a gloria della santa e gloriosa sempre vergine Madre di Dio Maria e del suo sacrosanto nome", ci invita a riscoprire un atto di fede capace di trasformare un sogno in realtà, unendo terra e cielo. L’eredità del re normanno ci invita ancora oggi a essere consapevoli di questa consegna di senso esistenziale ricevuta dalla storia. Guardare ai valori che l’eredità di re Guglielmo ci lascia in dono vuol dire diventare consapevoli che da ogni sogno può nascere qualcosa di grande senza dimenticare mai la forza trasformatrice della fede, che, salda nella nostra memoria storica, ha bisogno ancora oggi di restare fortemente ancorata al presente per poter avere una visione di futuro ''cosciente'' e responsabile della nostra storia.