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Quando una piazza non è soltanto una piazza

· Nicola Giacopelli · L'opinione
fumetto di Nicola Giacopelli

La vitale e attiva comunità di Grisì ha accolto con entusiasmo l’inaugurazione della nuova piazza sorta nell’area dell’ex baraccopoli, che è stata finalmente e definitivamente sottratta all’abbandono e al degrado.

Con la realizzazione di quest’opera l’amministrazione comunale di Monreale si è impegnata affinché questo spazio potesse diventare un luogo vivo, sicuro e inclusivo, un luogo di incontro e aggregazione per persone di ogni età.
La frazione dispone adesso di una piazza accogliente e accessibile, idonea a favorire la socialità e proficuamente utilizzabile per attività comunitarie, di intrattenimento e ludico-sportive; una piazza che risponde alle reali esigenze dei cittadini, migliorandone la qualità della vita, e che è destinata a diventare uno spazio pubblico vissuto da tutti.

Gli abitanti di Grisì certamente ne avranno cura, nella orgogliosa consapevolezza che questa piazza non è soltanto una piazza: è un luogo che celebra in maniera tangibile il riscatto di una comunità e che esalta la dimensione dello “stare insieme”, favorendo e incentivando la coesione sociale.
L’intitolazione della piazza alla “Rinascita” appare, poi, quantomai appropriata: perché di una vera e propria rinascita bisogna parlare per Grisì, che, dopo decenni di arido disinteresse, sta ultimamente ricevendo dalle istituzioni quanto in effetti merita. C’è da sperare, è ovvio, che un analogo impegno venga dedicato con generosità e lungimiranza anche alle altre frazioni e borgate di Monreale, nessuna delle quali deve continuare a essere colpevolmente trascurata.

Infine, un’annotazione: senza voler sminuire, né sottovalutare l’operato di nessuno, la comunità di Grisì non deve essere grata a questo od a quel politico; deve essere grata a se stessa, perché con ostinata e ammirevole caparbietà ha saputo “pretendere” dagli attuali amministratori comunali la doverosa e concreta attenzione che alla frazione per troppo tempo è mancata.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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