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Undici anni da patrimonio Unesco: un invito a ripensare Monreale

· Giuseppe Cangemi · L'opinione
fumetto  di Giuseppe Cangemi

Sono trascorsi ben undici anni da quel 3 luglio del 2015, quando l’Unesco inseriva il sito seriale “Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale” all’interno dei siti “Patrimonio dell’Umanità”, riconoscendone l’eccezionale valore universale. 

Tale riconoscimento ha affermato per Monreale l’unicità del proprio patrimonio monumentale al mondo, in cui elementi artistici diversi si fondono in un sincretismo culturale senza precedenti. Questo anniversario è senza dubbio un’occasione utile per riflettere ancora una volta sulla nostra città e su come il riconoscimento Unesco dovrebbe spingerci a riconoscere il valore che essa merita, ripensandola con occhi nuovi, che, memori della storia e del suo glorioso passato, possano rinnovarla alla luce delle attuali spinte etiche e culturali, che il tempo presente ci richiede.

L’inserimento di Monreale e della sua cattedrale tra i siti “Patrimonio dell’Umanità” ci invita ancora oggi, a distanza di undici anni, a far sì che la nostra città diventi sempre più un laboratorio chiamato a elaborare strategie, idee per un’azione, che dimostri quanto l’agire locale abbia a cuore incentivare la propria storia e vocazione culturale, acquisendo nuove consapevolezze in grado di attuare strategie ben precise.

Far parte della ‘’World Heritage List’’ ci richiama, oggi più che mai, a rivalutare Monreale, ricordandoci che, così come pensavano gli antichi Greci, la definizione di città è quella di un luogo, che si connota come tale, poiché luogo di condivisione di idee, sogni, progetti e prospettive di futuro. Del resto è proprio l’idea di sostenibilità a fare da collante tra una tale visione di città e il riconoscimento Unesco stesso nell’interrogarci su quale città pensiamo di lasciare in eredità alle future generazioni.

L’anniversario odierno rappresenta per Monreale, allora, un motivo propulsore, che deve essere spinta di rilancio culturale per la città, come affermato da più parti più di una volta, ma bisogna ricordare che esso è simbolo di un umanesimo, che ancora oggi, così come per Guglielmo II, che volle la nostra splendida cattedrale, può diventare volano di sviluppo locale sicuramente a livello culturale, a patto che ci si interroghi e si ripensi come uomini, donne e cittadini di Monreale in rapporto a noi stessi, alla nostra storia, alla nostra città presente e, soprattutto, al suo futuro.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 13 luglio - Non è un bel giorno per lo sport monrealese. Lo diciamo con una tristezza e con un magone nel cuore come poche volte ci è capitato.

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