Skip to main content

Il difficile dialogo tra genitori e figli

· Stefano Gorgone · L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
il noto sociologo Paolo Crepet afferma che “ascoltare in famiglia un bambino o un adolescente e cercare di capire le sue emozioni è un atto di fiducia che contribuisce a favorire relazioni solide tra genitori e figli”.

 Ma non è così facile, come dimostrano ancora una volta il recente suicidio di un ragazzo di tredici anni avvenuto in un quartiere benestante di Roma e  i continui episodi di violenza compiuti da giovanissimi, come l'omicidio per futili motivi di un padre di famiglia nella città di Massa Carrara e di un giovane originario di Favara a Pavia. Sono dolorosi episodi che testimoniano una violenza giovanile sempre più preoccupante e che hanno lasciato increduli e straziati non solo i genitori dei ragazzi autori di quei fatti, ma anche noi  che ci chiediamo in che cosa si sbaglia nell'educare i figli, nel renderli così indifferenti al dolore altrui, al valore della vita.

Oggi è diventato sempre più difficile in famiglia avviare un confronto aperto, costruttivo, rispettoso, trovare il tempo e la voglia di ascoltare il punto di vista dell'altro o le parole più efficaci per affrontare problematiche complesse. A volte il dialogo è ostacolato da pregiudizi difficili da sradicare e si preferisce soprassedere per evitare lo scontro o si perde pure il desiderio di comunicare l'uno con l'altra. E senza ascolto né dialogo qualunque rapporto è destinato a deteriorarsi. In famiglia, infatti, si impara con l'amore, con lo scambio abituale delle idee, con il confronto, con la fiducia e l'attenzione per le persone che ci stanno a cuore, evitando di utilizzare parole soffocanti o di alzare la voce, di arroccarsi sulle proprie posizioni, di voler dire ad ogni costo l'ultima parola. Se vogliamo costruire un clima stimolante e sereno dobbiamo prestare attenzione a ciò che diciamo e a come lo diciamo. Con i nostri figli dobbiamo sempre cercare di allentare le tensioni, di rasserenare il clima, di ascoltare senza giudicare, di evitare irrigidimenti e chiusure per tenere sempre vivo il rapporto. Si tratta di valorizzare i loro punti di forza, di mostrare interesse per le loro passioni, che siano lo sport, la musica, la danza, la lettura, di comprendere gli argomenti che stanno loro a cuore e condividere i loro obiettivi. Ci sono tante occasioni durante le nostre giornate per parlare e dialogare con i nostri figli.

E' nostro dovere, ad esempio, porre attenzione  ai loro problemi relazionali con i compagni, al rapporto con gli insegnanti, alle attività extrascolastiche, al tempo libero, all'utilizzo attento e misurato del digitale. Non è mai abbastanza dialogare con i nostri figli per sottolineare il valore della collaborazione e sollecitare la loro attenzione sui pericoli che possono venir loro dall'uso indiscriminato e precoce dei cellulari che li educano più alla violenza che all'empatia, più alla logica del branco che alla cooperazione del gruppo dei pari. Le relazioni reali, infatti, restano fondamentali per tenere fermo lo sguardo verso la vita piuttosto che verso un piccolo schermo.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica