fumetto
di Giuseppe Cangemi
Oggi, 27 dicembre, ricorre un anniversario importante per la nostra Costituzione che veniva promulgata proprio nello stesso giorno di 78 anni fa. La Costituzione italiana fu, infatti, approvata il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo dello Stato, Enrico De Nicola, il 27 dicembre seguente.
È una ricorrenza carica di significato, che ci fa ricordare sempre di più quanto sia importante la nostra legge fondamentale e , per certi versi, ci spinge ogni anno sempre di più a riflettere sul suo potenziale ancora non del tutto espresso. Sin dalla sua approvazione e per volontà della Costituente, grazie all’impegno successivo di Aldo Moro come ministro della Pubblica Istruzione, fu inserita tra i nuclei fondanti di un’apposita materia di studio nelle scuole, nella famosa educazione civica, che ancora oggi la annovera, tra le varie riforme della disciplina scolastica, all’interno dei suoi pilastri fondamentali da far conoscere e studiare agli alunni delle scuole italiane con l’intento di creare un legame sempre più forte tra scuola e società.
Entrò in vigore il primo gennaio 1948. A differenza delle Carte fondamentali di altri Paesi, come ha sottolineato Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, già Ministro di Grazia e Giustizia nonché autore di diversi studi su di essa, nel suo ‘’Elogio della Costituzione’’, la nostra Costituzione è il frutto di un autentico dibattito, di alto spessore politico e giuridico, di cui furono protagonisti i partiti e i membri dell'Assemblea Costituente all’indomani della fine della guerra e della dittatura fascista.
Con i suoi 139 articoli e le 18 disposizioni transitorie e finali contiene i Princìpi fondamentali della nostra Repubblica. Racchiusi nei suoi 12 articoli introduttivi, che comprendono al loro interno le informazioni e i valori più importanti della nostra Costituzione. Ci sarebbe ancora oggi molto da rivalutare quanto la legge fondamentale del nostro Stato abbia da dire a noi, italiani di oggi, e quanto fino in fondo i valori in essa contenuti possano davvero essere guida e faro di luce nella nostra vita quotidiana ancora oggi, ricordandoci che la persona e la sua dignità vengono prima di tutto.
Come ha ben scritto all’inizio del suo libro divulgativo per le scuole Giovanni Maria Flick, che cito ancora una volta per l’importanza della sua attività di strenua difesa della nostra Costituzione, essa ci ricorda che “al centro e a fondamento di tutto c'è la persona. È la persona con la sua dignità e unicità, a essere al centro del sistema disegnato dalla Costituzione. Oggi può sembrare strano, ma allora fu una vera e propria rivoluzione copernicana. Prima, al centro di tutto c’era lo Stato, solo ed esclusivamente lo Stato. Tutto il resto, la stessa persona, era in funzione del suo buon «funzionamento». Ciò che accade è un nuovo umanesimo. Lo Stato per la prima volta - e questo non più di settant'anni fa - riconosce al singolo individuo i diritti fondamentali. Ma non è semplicemente una concessione dall'alto. È molto di più. Lo Stato prende atto che ci sono dei diritti che, per natura, preesistono allo Stato stesso e come tali devono essere tutelati, promossi, riconosciuti. Questo però vuol dire porre le premesse per fondare tutta la vita civile e sociale del Paese su valori e principi inalienabili”.
Ricollegandomi a quanto affermato dal professor Flick, credo, infine, che ancora oggi sia di estrema attualità questa rivoluzione copernicana promossa dalla nostra Costituzione per un nuovo umanesimo, urgente e attuale quanto mai!