Patto educativo globale, anche Monreale chiamata a fare la sua parte
di Giuseppe CangemiRecentemente, in occasione della presentazione della lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza”, Papa Leone XIV ha rilanciato l’importanza del patto educativo globale come sfida ancora aperta e da rilanciare sul solco dell’impegno del suo predecessore, Papa Francesco.
Quest’ultimo nel 2019 aveva già affermato a gran voce la necessità di fare rete per educare alla fraternità universale. I suoi sette percorsi, come ha affermato Papa Leone XIV, restano la base da cui ripartire e continuare: porre al centro la persona; ascoltare bambini e giovani; promuovere la dignità e la piena partecipazione delle donne; riconoscere la famiglia come prima educatrice; aprirsi all’accoglienza e all’inclusione; rinnovare l’economia e la politica al servizio dell’uomo; custodire la casa comune. Così nell’anno del Giubileo del mondo educativo Papa Leone XIV ha aggiunto tre nuovi obiettivi ai precedenti: educare alla vita interiore, per aiutare i giovani a trovare senso e profondità; umanizzare il digitale, formando un uso critico e responsabile della tecnologia; educare alla pace, promuovendo dialogo, non violenza e uguaglianza.
Proprio in relazione a questi ultimi obiettivi, a cinque anni dal patto, è sotto gli occhi di tutti come la storia attuale ci spinga ad affrontare le nuove urgenze, che rivelano nuove emergenze e fragilità soprattutto tra giovani e adolescenti. Occorre, perciò, un concreto rilancio e proprio per questo il Papa ha invitato tutti a inaugurare una stagione che si rivolga alle nuove generazioni con fede e coscienza, rispondendo con competenza e responsabilità ai bisogni educativi emergenti. Il patto è componente di una più ampia costellazione educativa in cui tutti i soggetti istituzionali e non, pur diversi, formano un disegno unitario che “orienta i passi nell’oscurità del tempo presente” - ha affermato il Papa.
In questa dimensione tutte le componenti delle comunità locali possono fare tanto e agire responsabilmente a partire dalle famiglie, dalle scuole, dalle università, dalle istituzioni, dalle religioni, dai governanti, dagli uomini e dalle donne di cultura e di scienza, dagli artisti fino agli operatori dei media. Anche Monreale è, dunque, chiamata a fare la sua parte e a rispondere ai bisogni che sempre più incalzano la comunità e richiedono risposte concrete. Recentemente, anche l’arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, ha chiamato a raccolta tutte le forze attive e responsabili della comunità locale per rilanciare con forza questo patto educativo, ma il cammino è al suo inizio e necessita di una sempre più crescente animazione e conduzione di rete a livello locale perché possa trasformarsi in azione concreta ed efficace.
Come ha affermato recentemente il professore Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, nel contesto attuale, diviene fondamentale l’azione a livello locale. L’attuazione di uno sviluppo sostenibile reale a più livelli della società richiede, infatti, un approccio innovativo di governance multi-livello, fondata sull’allineamento verticale di responsabilità e funzioni tra il livello internazionale, nazionale, regionale, locale e sull’interazione orizzontale tra attori pubblici, privati e attori sociali in ciascuna realtà locale.
Citando, infine, Cicerone, che in piena crisi della Repubblica romana si trovò a rilanciare l’importanza di rinsaldare i valori della solidarietà e della fratellanza per l’umano consorzio, forse oggi potremmo ricordare come monito le sue celebri parole tratte dal De officiis: “Un solo proposito quindi tutti devono nutrire, che il vantaggio del singolo si identifichi con quello comune, poiché se uno lo assume egoisticamente per sé, ogni umano consorzio ne viene dissolto. Ed ancora, se la natura prescrive che l’uomo, per il fatto stesso di essere uomo, chiunque esso sia, si prenda cura del suo simile, ne discende per necessità che il vantaggio sia comune secondo quella natura che è comune essa stessa a tutti”. Auspichiamo che l’importanza di investire sulla persona e l’umano consorzio possa diventare elemento prioritario a tutti i livelli.
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