di Giuseppe LetoCon un anticipo pari alla sollecitudine con la quale questa amministrazione cura gli interessi della collettività è arrivata la bolletta dell’Amap a conguaglio dei consumi idrici del 2025.
Una torta natalizia sulla quale l’amministrazione ha messo la ciliegina del proprio conguaglio di circa 4 euro. Di tutte le sollevazioni popolari, dello sconcerto suscitato dalle bollette incontrollate dello scorso giugno nessuna traccia, nessuna risposta, nessun commento. Tutto all’insegna del “lasciar fare, lasciar passare” come è consuetudine di queste destre al potere.
Ma qualcuno della falsamente variopinta composizione politica che ci amministra, per una questione di rispetto, potrebbe spiegarci i motivi per cui il costo dei consumi idrici sono più che triplicati rispetto al servizio assicurato direttamente dal Comune?
Come mai un consumo idrico accertato di 88,60 euro, ciliegina compresa, addebitata dal Comune per l’anno 2024 passa a 296 euro addebitati dall’AMAP nel 2025?
Quali sono i termini del contratto stipulato dall’amministrazione con la società privata? In che considerazione sono stati tenuti gli interessi della collettività all’atto dell’affidamento del servizio idrico all’AMAP? Quale sereno Natale riservate alle famiglie di chi ha i redditi falcidiati dal carovita? Ed i rappresentanti dell’amministrazione che siedono nel consiglio di amministrazione di quella società quali interessi hanno difeso?
Dalla capitale, Roma, si levano slogan sovversivi del tipo “non consentiremo allo Stato di mettere le mani in tasca ai cittadini”, vengono negate le garanzie di un salario minimo, si improvvisano sceneggiate contro la sinistra che propone la patrimoniale per le rendite superiori ai due milioni annui e nelle periferie si concede poi al privato di fare lo strozzino con la povera gente?
Da più di 30 anni siamo indottrinati sulla sacralità del libero mercato fonte di maggiore benessere collettivo. Ci è stato detto che il privato ed il libero mercato avrebbero assicurato alla collettività economicità, efficacia ed efficienza (EEE).
A questa fede salvifica del libero mercato sono stati sacrificati i risparmi della povera gente, le retribuzioni dei lavoratori, la previdenza, la sanità, l’istruzione, la sicurezza. In nome del mercato si è aperta la corsa alla privatizzazione delle imprese pubbliche e buttate sul lastrico famiglie di lavoratori. In nome del libero mercato sono stati accentrati al Nord la produzione di beni e servizi a danno delle popolazioni del sud e pregiudizio per il pianeta. Ed oggi anche nelle periferie si consegna al privato il saccheggio delle pensioni e delle retribuzioni sempre più misere?
Sono questi i risultati che hanno allargato la fascia della povertà e che proiettano ombre minacciose sul futuro del pianeta e delle nuove generazioni.
Questo sconvolgimento planetario, che ha visto anche la sinistra abbagliata da quell’incerto riformismo blando, a cosa è servito? Ad impinguare i patrimoni di uno sparuto numero di nababbi che detengono il 90% della ricchezza prodotta nel mondo.
Sono queste le prospettive sulle quali si improvvisano pietose danze al grido beffardo di: “chi non salta comunista è”?
Comunista o fascista non sono etichette appiccicate, sono modi di pensare, di agire, di operare e queste segnano i confini di due campi contrapposti e di due culture politiche diverse.
L’uno è il campo di chi ha un concetto di “democrazia del potere” che mina la Costituzione, l’altro quello della “democrazia del confronto” a sovranità popolare, teso alla piena attuazione dei principi costituzionali.
Sono ancora vivi gli echi del voto che ha eletto sindaco di New York Zohran Mandani ed io non so se il ritorno al voto dei newyorkesi, più che dalle promesse, sia stato dettato dalla rivolta delle coscienze contro chi inganna gli ucraini barattando false promesse di aiuto mentre strizza l’occhio a Putin per la spartizione del bottino, se sia un segnale di rigetto nei confronti di chi sogna resort sul martirio dei palestinesi.
Spero che il bullismo, la tracotanza, il cinismo, la disumanità manifesta di queste destre e di chi in forme meno appariscenti gli fa il controcanto con le sceneggiate ed i balletti di piazza spinga i giovani, le donne, la gente onesta a riempire le piazze a difesa delle nostre democrazie, a lottare per l’attuazione piena della nostra Costituzione.
Queste le uniche garanzie che assicurano prospettive di pace, di libertà, di giustizia sociale, di dignità umana.
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