fumetto
di Stefano Gorgone
Carissimo direttore,
desidero anch'io offrire una breve riflessione sulla vicenda della famiglia anglo-australiana che vive nel bosco in provincia di Chieti.
Il nostro Paese si è diviso tra coloro che difendono la decisione dei giudici di sottrarre i figli ai genitori e coloro che ritengono prioritario il diritto della famiglia di assumere uno stile di vita totalmente naturalistico. Questa vicenda mi ha fatto ricordare “L'Emilio o dell'educazione”, un noto romanzo pedagogico di Jean Jaques Rousseau per il quale l'uomo è naturalmente buono ed è la società che lo corrompe.
Emilio è un allievo immaginario che, con l'aiuto di un precettore, cresce e si sviluppa in mezzo alla natura dove la società non può esercitare la sua azione corruttrice. Nel nostro Paese, in verità, è considerata legale la cosiddetta scuola parentale che nasce dal rifiuto della rigidità dei programmi scolastici e dei libri di testo. I genitori provvedono personalmente all'educazione dei figli, ma è previsto l'obbligo di presentare un'autocertificazione della propria capacità economica e tecnica e l'obbligo per i figli di sostenere l'esame di idoneità ogni anno scolastico.
Per il giudice che ha sospeso la potestà genitoriale il problema non riguarda solo le precarie condizioni igienico-sanitarie, ma soprattutto la mancanza di socializzazione. Ricordo che le restrizioni adottate per la scuola durante il Covid hanno causato gravi ripercussioni sulla personalità degli studenti, quali episodi di irrequietezza e stress, la perdita di fiducia e di speranza nel futuro. A scuola non si apprendono soltanto le abilità strumentali, ma anche quelle sociali e questo avviene generalmente nel gruppo dei pari.
All'interno di una comunità di studenti e studentesse si fanno esperienze di vario genere, si fa teatro, educazione musicale, si va al cinema, tutte opportunità senza le quali non è possibile un'adeguata crescita cognitiva ed emotiva. Con l'aiuto determinante dei docenti, gli studenti stimolano il proprio pensiero critico, sviluppano competenze sociali come l'empatia, la capacità di ascolto e di dialogo, indispensabili anche nella vita quotidiana.
È auspicabile, dunque, che si trovi al più presto una soluzione condivisa con le istituzioni per restituire le bambine ai genitori e consentire loro di frequentare regolarmente la scuola.