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Intercettare il disagio degli adolescenti prima che sia tardi

· Stefano Gorgone · L'opinione
fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
la recente pubblicazione del romanzo “Z Generazione in cerca di supereroi” da parte della nostra concittadina Mariella Sapienza mi offre l'opportunità per un'ulteriore riflessione sul mondo giovanile di oggi.

Marco, il protagonista del romanzo, ha un rapporto conflittuale con i suoi genitori e vive rinchiuso nella sua mansarda. Non ha costruito ancora un'idea precisa di Sé, un'identità forte e consapevole, un'autonomia che gli permettano di maturare un proprio progetto di vita affettiva, sociale, professionale.

Il suo, purtroppo, è un malessere psichico molto diffuso tra gli adolescenti ed i giovani e che spesso sfocia in crisi depressive, ansie, isolamento, atti di violenza contro sé stessi e contro gli altri. Recentemente nella città di Monza cinque giovanissimi hanno aggredito e massacrato per futili motivi un giovane di 22 anni, procurandogli gravissime lesioni. Successivamente hanno pubblicato un video mostrandosi fieri della loro azione e non mostrando alcun pentimento. Questi giovanissimi si sono rivelati spietati quanto irresponsabili, vuoti e disumani. Un triste episodio che ha provocato ancora una volta dolore ed angoscia alla stregua dei tragici fatti accaduti nel mese di aprile nella nostra cittadina e, più recentemente, a Palermo.

Alla luce di questi fatti è doveroso chiedersi che cosa può e deve fare ciascuno di noi per intercettare e combattere questo disagio che si annida tra i giovani ed i giovanissimi prima che sia tardi? Che cosa posso fare io come nonno, genitore, educatore per impedire che questo male si diffonda sempre più e per migliorare la qualità di vita dei nostri ragazzi?

Nel romanzo la scrittrice Mariella Sapienza presenta un'idea di società fondata sul riconoscimento reciproco e invita i giovani a sapere attraversare il dolore, a non arrendersi mai, a lottare ed a rialzarsi, a non ripiegare su sé stessi ma a saper riconoscere il valore degli altri, a donarsi nella consapevolezza che “nessuno si salva da solo”. Senza pensare in alcun modo di essere esaustivo anch'io credo che sia urgente e doveroso rivedere alcuni atteggiamenti di noi adulti e provare a stabilire relazioni autentiche con i figli. Ad esempio, dobbiamo fare in modo che i ragazzi spengano i loro cellulari e dedichino più tempo al contatto con la natura, alle attività sportive e di gruppo, a vedere cose belle, a visitare mostre, a stimolare la curiosità e la creatività.

Nella vita e nella scuola è imperante la logica della competizione che spesso si rivela devastante soprattutto per i soggetti più fragili. Se a scuola un bambino non riesce a primeggiare può succedere che si senta un perdente e decida di chiudersi in casa e magari di farsi del male e di essere violento con gli altri. Ben diversa è la logica del dono che permette di scoprire che gli altri non sono avversari da battere ma compagni di viaggio, che la felicità non passa dall'essere soli al comando, ma dal sapere relazionarsi con gli altri e condividere il proprio talento e le proprie doti con i compagni.

 

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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