Il volontariato, pietra miliare della nostra comunità

fumetto di Stefano Gorgone

Carissimo direttore,
recentemente è stata data opportuna notizia di una iniziativa denominata “Studiamo” promossa dall’Assessorato ai Beni culturali del nostro Comune, affidata ad una associazione di volontariato e, quindi, gratuita e con finalità solidaristiche.

L’obiettivo, infatti, è quello di fornire sostegno didattico a studenti della scuola secondaria di secondo grado. Si tratta di un’idea che è diventata progetto, un’idea concreta portata avanti con serietà, al di là delle dichiarazioni spesso astratte e fumose. La realtà la cambiamo con le azioni, con progetti veri, con il tempo speso per gli altri. Sentirsi comunità significa anche svolgere seriamente giorno per giorno il proprio dovere, impegnarsi volontariamente e personalmente per aiutare gli altri in difficoltà, non avere paura a manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società. Questo volontariato svolge non solo un servizio di supplenza sociale ma contribuisce a dare un volto umano alla nostra società. Sembrano poi accertati gli effetti benefici sulle stesse persone che lo praticano per l’impatto positivo sul benessere personale, sull’ottimismo, sulla percezione di una migliore qualità della vita.

Questa valida iniziativa mi spinge ad una più approfondita riflessione sulla presenza e sul ruolo del volontariato nel nostro Comune.
Ho avuto già modo di sottolineare che nel nostro territorio operano meritoriamente a favore delle classi sociali meno abbienti alcuni soggetti istituzionali, in primo luogo la Caritas diocesana, associazioni che sono diventate punto di riferimento quotidiano per tanti nostri concittadini. E’ vero che viviamo in un tempo in cui molti cercano di rifugiarsi nel proprio piccolo spazio domestico, ma è anche vero che c’è una nostra comunità nascosta che non cerca la ribalta ed opera gratuitamente, ci sono tante persone che fanno del bene e sono protagoniste silenziose. Alcuni giovani, in particolare, si distinguono per la loro generosità ed il loro altruismo, per la loro capacità di stare sulla strada per captare i bisogni e le fatiche del territorio. Penso, ad esempio, a coloro che nelle frazioni svolgono attività di controllo e di vigilanza dei minori all’esterno delle scuole. Non sono eroi, ma persone normali che hanno la passione del volontariato, persone impegnate in azioni concrete di solidarietà, senza presunzione e nella più assoluta gratuità, persone convinte che non debba essere sempre il sindaco ad assumere l’iniziativa per rendere gli spazi pubblici più accoglienti ma che la nostra casa sono anche le strade, le piazze, la natura tutta che ci circonda.


Invece di passare decenni ad attendere che tutto cambi, ad aspettare qualcuno che non viene e, nel frattempo, tutto degenera ulteriormente, queste persone lasciano i loro fortini e, senza dover per forza chiedere il permesso ad un’autorità pubblica, riscoprono la gioia di vivere con gli altri e per gli altri. Proprio recentemente il sindaco Alberto Arcidiacono ha giustamente riconosciuto i meriti di chi con grande senso civico ha contribuito al recupero di alcuni spazi pubblici da tempo lasciati all’incuria e al degrado.
Parliamo spesso anche nella nostra cittadina di talenti da incoraggiare e valorizzare, esprimiamo giustamente l’orgoglio per il nostro patrimonio artistico e culturale, per la nostra apprezzata arte della ceramica e del mosaico, per le potenzialità della moda ed enogastronomiche,per i nostri campioni dello sport, ma nel riconoscere il valore della creatività e della bellezza, credo che sia auspicabile istituzionalizzare una iniziativa annuale per celebrare i meriti di queste persone “ invisibili” che si distinguono per la loro umanità, per il senso civico, per l’incisivo contributo alla coesione sociale, per il profondo senso di appartenenza ad una comunità. Sarebbe un modo condivisibile per favorire i rapporti sociali tenendo fermo il principio del primato della persona umana, per affermare la supremazia di un progetto educativo di alto livello, non centrato sul valore dell’efficienza e della competitività ma su basi umanitarie ed etiche chiare e convincenti.

 

 

 

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