MONREALE, 10 luglio – La nostra battaglia è durata esattamente otto anni. Alla fine, però, è arrivato un risultato del quale non possiamo che essere contenti.
Esattamente otto anni fa MonrealeNews (leggi qui), avviava una campagna per far sì che “Corri o figlio”, inno ufficiale del Santissimo Crocifisso, diventasse allo stesso tempo l’inno ufficiale della città di Monreale. Una battaglia sostenuta, per amore di verità, anche dalla vecchia gestione della confraternita guidata da Valentino Mirto, nonché dal rettore di allora del santuario della Collegiata, don Giuseppe Salamone.
La delibera di giunta numero 320, approvata oggi, andando proprio in questa direzione, ratifica il “passaggio di consegne”. Da oggi, quindi, “La mia città Monreale”, brano composto da Teresa Nicoletti, su testo del professore Salvatore Autovino, non rappresenterà più musicalmente la nostra città.
La decisione dell’amministrazione ci trova totalmente d’accordo e ci rallegra per ragioni che abbiamo più volte sostenuto, ma che riteniamo opportuno dover ribadire.
Facciamo una premessa, però. Non abbiamo assolutamente nulla contro il vecchio inno. Meno che mai contro chi ha alacremente lavorato nell’apprezzabile intento di rappresentare degnamente la comunità monrealese.
La nostra scelta si fonda su altro. Si fonda sulla certezza che il canto che accompagna la novena del Santissimo Crocifisso è ormai parte integrante del patrimonio immateriale della città, un simbolo capace di raccontarne identità, tradizioni e memoria collettiva.
La sua forza risiede anche nella capacità di attraversare le generazioni. Gli anziani lo custodiscono come un ricordo prezioso, conoscendone ogni strofa e vivendo con intensa partecipazione il momento in cui viene eseguito in Collegiata. Così come lo conoscono e lo intonano i giovani che rappresentano il cambio generazionale della devozione nei confronti del Santissimo Crocifisso.
È proprio questa continuità tra passato e presente ad accrescere ed arricchire il valore della decisione del riconoscimento di “Corri o figlio” quale inno ufficiale della città.
Non possiamo, quindi, che plaudire alla decisione dell’amministrazione comunale, che ha saputo, a parer nostro, interpretare nel migliore dei modi un ampio e diffuso sentimento popolare, ma soprattutto si è uniformata a ciò che dice e che ha sempre detto la storia della nostra città.