MONREALE, 18 agosto – Lo diciamo senza polemiche preconcette e con la franchezza con cui siamo abituati a parlare. Dare in affitto all’Inps i locali di villa Savoia è una scelta che non condividiamo.
Senza volere entrare nel merito tecnico del “quantum” l’istituto previdenziale dovrà sborsare mensilmente per godere dei locali, senza cioè addentrarci in una discussione sulla congruità della pigione, materia che lasciamo volentieri ad altri, del provvedimento contestiamo l’essenza stessa e facciamo molta fatica a comprenderne la “ratio”.
Reputiamo che diverse potessero essere le destinazioni d’uso di uno degli immobili più prestigiosi della città, che per bellezza, storia e posizione può essere considerato un fiore all’occhiello del nostro patrimonio architettonico.
Proprio per questo sapere che sarà trasformato in un ufficio, in uno sportello per l’utenza, ci delude e ci amareggia vieppiù.
In queste righe tralasciamo pure le conseguenze logistiche della scelta e le sue possibili ripercussioni su traffico e viabilità, ma lo ribadiamo: a nostro piccolo modo di vedere, la destinazione sarebbe potuta essere ben diversa. Magari coinvolgendo i cittadini, le associazioni culturali, i centri di aggregazione sociale. Per farla breve: tutti coloro che potevano essere considerati dei portatori d’interesse, che avrebbero potuto dire una parola importante su un tema che – non lo scopriamo certo noi – ha coinvolto e continuerà a coinvolgere l’opinione pubblica monrealese.
Peccato. Perché, per l’onestà intellettuale alla quale ci ispiriamo e l’obbligatorio amore di verità, non possono e non devono essere sottaciuti l’impegno e l’efficacia con cui l’amministrazione comunale, debitamente supportata dal Gal Terre Normanne, che ha messo mano in tasca, ha provveduto alla riqualificazione dei locali, restituendoli agli antichi splendori, dopo lunghi anni di colpevole incuria e di progressivo degrado. Se oggi, quindi, Villa Savoia è un locale confortevole e di grande prestigio, per il principio del “dare a Cesare quel che è di Cesare” è giusto ascrivere il merito a chi occupa attualmente il palazzo municipale.
Forse proprio per questo, anzi soprattutto per questo, suscita maggiore rammarico questa, a nostro umile giudizio, poco comprensibile destinazione d’uso, che va a vantaggio di un ente, ma sicuramente non della nostra comunità.
È come se, dopo aver rimontato da un pesante 0-3 e avere impattato il risultato sul 3-3, arrivasse al 90’ un clamoroso autogol che fa crollare tutto. Speriamo di sbagliarci.