Presieduta dall’arcivescovo Gualtiero Isacchi ha visto la partecipazione di tanti fedeli dell'arcidiocesi
MONREALE, 16 maggio – Ieri sera all’interno del duomo di Monreale la partecipata veglia di preghiera “Aspettando Pentecoste”, che ha avuto come tema di riflessione: “Sarete santi perché io sono santo”, Credenti responsabili del mondo, promossa dalla consulta delle aggregazioni laicali, guidate da don Pietro Macaluso.
Dopo la processione d’ingresso dell’arcivescovo con il clero preceduto dai membri della consulta delle aggregazioni laicali, ha avuto inizio la veglia con l’introduzione da parte della segretaria della Consulta delle aggregazioni laicali. La veglia è proseguita poi con il rito dell’aspersione e ha proposto momenti di preghiera e meditazione, accompagnati da canti che hanno trovato il loro momento centrale nella riflessione offerta dall’arcivescovo Isacchi.
“Vorrei ringraziare la consulta, don Pietro Macaluso, i parroci per questa veglia di preghiera- ha iniziato monsignor Isacchi. Il tema della responsabilità ci ricorda come cristiani che siamo chiamati a fare la nostra parte. Vorrei offrirvi alcune riflessioni legate al Vangelo che abbiamo letto (Matteo 5,13-16), in cui Gesù paragona i suoi discepoli al sale della terra e alla luce del mondo, richiamandoli alle loro responsabilità. Da qui discende il rapporto dei discepoli con il mondo per ciò che l’umanità si aspetta da loro. In quanto discepoli - ha continuato l’arcivescovo - non possiamo sottrarci al nostro compito di testimonianza, rischiando di diventare sale insipido e luce che diventa buio. Se non accogliamo ciò che ci viene consegnato dal Signore perdiamo la nostra identità. È Gesù che dice ai suoi discepoli “siete il sale”, non dobbiamo mai confondere la qualità della luce, che è Cristo. I discepoli possono essere riflesso di tale luce, vivendo le beatitudini. L’essere sale della terra e luce del mondo è un evento che accade ogni volta in cui il credente, ascoltata la parola del Vangelo, la mette in pratica. Da questa testimonianza - ha concluso il presule - deriva per tutti il richiamo alla corresponsabilità, ciò che la chiesa deve diffondere nel mondo è irradiazione di fraternità. C’è un confine sottile tra autenticità della testimonianza e ipocrisia, allora comprendiamo perché le due immagini sono importanti, in quanto invitano ciascuno di noi a guardarsi dal fallire la propria responsabilità di fede. Chiediamo di essere corresponsabili perché è la Chiesa nella sua interezza a essere luce”.
Dopo le invocazioni finali, la preghiera del Padre Nostro e la benedizione il canto “Sei benedetta tu, Maria” ha così chiuso la veglia.
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