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Tre giorni biblica diocesana, oggi l’ultimo incontro con Rosanna Virgili

· Giuseppe Cangemi · Curia

Tema della relazione la donna tra il dolore della divisione e l’abbraccio della redenzione

MONREALE, 9 aprile – In cattedrale si è svolto oggi pomeriggio il terzo e ultimo appuntamento della tre giorni biblica, in cui è stata presentata la relazione della professoressa Rosanna Virgili sul tema della creazione della donna.

Dopo l’apertura dei lavori, don Maurizio Girolami, presidente dell’Associazione biblica italiana, anche in questo terzo appuntamento, ha ripercorso le tappe della riflessione condotta negli incontri precedenti sui capitoli 1,2 e 3 della Genesi, introducendo l’intervento della biblista, che insegna presso l’Istituto teologico Marchigiano.

Come per ogni appuntamento, don Nicola Gaglio, arciprete della cattedrale, ha illustrato il tema della donna nel ciclo musivo della cattedrale, mettendo in risalto la centralità della donna nei mosaici del duomo messi in parallelo con alcune formelle della porta bronzea di Bonanno Pisano del duomo, che riproducono lo stesso tema.

“In Genesi 2 - ha iniziato la biblista nella sua relazione - abbiamo il secondo racconto della creazione del mondo, dell’uomo e della donna. Nei primi due capitoli di Genesi rinveniamo due racconti della creazione. Il primo capitolo di Genesi parla della creazione del mondo e della creazione dell’uomo e della donna come se fossero creati simultaneamente. Ma il versetto 26 dice: “Dio disse: “Facciamo l’essere umano”; maschio e femmina li creò”: ecco una venuta al mondo della donna nello stesso momento in cui viene al mondo l’uomo; c’è un’uguaglianza, c’è una stessa condizione di partenza”.

“Nel capitolo secondo di Genesi - ha continuato la studiosa - abbiamo il secondo racconto, diverso, della creazione dell’uomo e della donna. E c’è tutto un altro modo di presentare la creazione. Prima c’è Adam, che viene formato con la terra e col fango, poi, poiché l’uomo è solo, Dio disse “voglio fargli una compagna”, qualcuno che gli sia veramente simile, gli corrisponda; apre questa parte sotto al cuore, tira fuori questa costola, questa tzela’ in ebraico, e con essa crea la donna. Lo stesso Paolo, ad un certo punto, in un testo che sarà considerato misogino (1Cor 11,11-12) - forse perché non lo abbiamo mai letto e interpretato bene nella sua interezza ha chiosato la studiosa - dice, citando la Genesi, che è vero che la donna è stata tratta dall’uomo, però dice anche che “nessun uomo nasce senza la donna”.

L'uomo e la donna dal racconto della Genesi di Rosanna Virgili risultano cosi' essere stati creati entrambi per stare l'uno di fronte all'altra, nella relazione, per essere una il limite dell'altro.

“I concetti di maschile e femminile - ha concluso Rosanna Virgili - vanno studiati dal punto di vista dell'antropologia teologica, che mette in luce nel tessuto della narrazione biblica un impianto etico che pone al centro la relazione tra l’uomo e la donna nel racconto della Creazione. Ed è proprio il riconoscimento, all’interno della relazione, di una trascendenza, che impedisce di impadronirsi dell'altro, a rappresentare ciò che permette all’uomo e alla donna di restare nell'alleanza. All’interno del modello del maschile e del femminile compreso come paradigma della differenza, della scoperta del proprio limite e della propria non autosufficienza, è possibile leggere la storia dell'alleanza tra Dio e il suo popolo”.

A concludere l’incontro è stato l’arcivescovo Gualtiero Isacchi: “Grazie alla parola di Dio - ha affermato l’arcivescovo - possiamo essere uomini e donne autentici, ripartire dalla parola di Dio ci serve per riconoscere noi stessi, ma interpella ognuno di noi sul suo significato nella nostra vita. Per questo come chiesa diocesana vogliamo continuare in questo percorso di approfondimento delle sacre scritture”. Don Vito Impellizzeri, preside della facoltà teologica di Sicilia, ha ribadito l’impegno della facoltà in collaborazione con l’arcidiocesi di Monreale a dare seguito nel mese di luglio alla tre giorni biblica attraverso laboratori che traducano in pastorale quello che è stato approfondito durante le sessioni di questa tre giorni biblica.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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