Per la Calata dei Veli stasera celebrazione eucaristica presieduta da don Arnaldo Riggi, direttore dell'Istituto salesiano Don Bosco Villa Ranchibile
MONREALE, 6 marzo – Stasera all’interno del santuario del Santissimo Crocifisso di Monreale la solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Arnaldo Riggi, direttore dell’Istituto salesiano Don Bosco Villa Ranchibile di Palermo, concelebranti don Nicola Gaglio e don Luca Leone, rispettivamente parroco e viceparroco della parrocchia Santa Maria Nuova - Santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata.
In occasione di questa terza celebrazione prevista dal rito giunto al suo quarto centenario dedicato alla tradizionale Calata dei Veli, la meditazione di don Arnaldo Riggi ha guidato i tanti fedeli partecipanti alla messa nella riflessione proposta per la ricorrenza, che ha così accompagnato il cammino quaresimale della città in queste settimane intense di preghiera e affidamento al Santissimo Crocifisso di Monreale.
“Quella croce che ancora oggi per tanti è segno di fallimento è il luogo dove nasce la vita nuova- ha affermato don Arnaldo Riggi. Quando la sofferenza arriva, ci spoglia, ci fa vedere quello che fino a quel momento nelle nostre vite non avevamo ancora visto. È nella sofferenza che Dio ci chiede di cambiare la logica e ci fa comprendere che quando si è davanti alla verità della croce si è costretti a guardarsi dentro”.
“La nostra forza - ha continuato don Arnaldo Riggi - non sta nell’essere forti, ma nell’essere ancorati alla fede. La croce diventa spazio in grado di dimostrare che Dio lavora per noi. Come afferma San Paolo, è nella debolezza il momento in cui siamo forti. Pieni di una forza che non viene da noi, ma dalla grazia di Dio. Questa Calata dei Veli è un rito semplice, ma simbolico, che ci spinge a entrare nella passione del Signore, come se la Chiesa ci chiedesse di non fermarci, ma di entrare nel mistero della morte di Cristo, perché, quando il figlio di Dio muore, il velo si squarcia ed è allora che il volto di Dio si svela come amore che si dona fino alla fine. Chiediamo nel cammino pasquale che nelle prove della vita non perdiamo mai l’ancora della fede e della speranza, perché chi resta ancorato a Cristo Crocifisso non perde mai la rotta anche quando il mare si fa agitato”.