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Monsignor Gualtiero Isacchi: ''Facciamo delle nostre vite un dono d’amore''

· Giuseppe Cangemi · Curia

Il messaggio dell’arcivescovo di Monreale nella solennità dell’Epifania

MONREALE, 6 gennaio – ''L’Epifania è il giorno in cui il progetto di Dio si realizza - ha affermato monsignor Gualtiero Isacchi - e invita ognuno di noi a seguirlo''.

È il giorno in cui siamo tutti chiamati a partecipare del progetto di Dio, un invito rivolto all’umanità intera. Citando l’omelia di San Paolo VI nell’Epifania del 1977, monsignor Isacchi ha così ricordato che, come affermò quell’anno il santo pontefice, mentre il Natale è la festa del fatto, della venuta del Verbo di Dio nel mondo, l’Epifania ne rappresenta il risultato ed è, perciò, la celebrazione della nostra accoglienza, della nostra adesione alla venuta del Signore fra noi.

“L’Epifania - ha continuato monsignor Isacchi - dipende da noi e apre a ogni uomo e a ogni donna due strade, che possiamo così delineare. Da una parte la profezia della manifestazione di Dio è per ogni essere umano un imperativo a muoversi dal proprio immobilismo, ad aprirsi alla gioia, a uscire dall’orizzonte di ripiegamento su se stesso. Alzare lo sguardo, infatti, significa non restare esclusi dalla luce di Dio. C’è, però, anche un mondo immerso nelle tenebre, che spesso non si alza e non guarda alla luce, rappresentato da chi fa l’equilibrista, da chi non esercita la propria responsabilità, da chi preferisce dormire piuttosto che vivere. Questo mondo di tenebre è il nostro mondo in cui c’è, allo stesso tempo, però, come la solennità di oggi ci testimonia, un mondo luminoso, che questa solennità ci chiede di attraversare e vivere nella sua pienezza. Oggi la luce di Dio è accessibile a tutta l’umanità”.

Nell’ultima parte della sua omelia, monsignor Isacchi ha così rivolto un monito alla comunità di Monreale, partendo da un interrogativo che accomuna tutti: “Da cosa posso capire se ho deciso di alzarmi e ho incontrato il Dio con noi? L’esempio dei Magi, secondo l’arcivescovo, è illuminante, perché i Magi offrono il loro dono al Signore, indicano, dunque, ancora oggi, che è la via del dono a produrre cambiamento. I Magi offrono oro, incenso e mirra, per noi questi doni e, in particolare l’incenso e la mirra, rappresentano da un lato la capacità di lodare e rendere onore a Dio, dall’altro i sacrifici che facciamo con amore. Allontanarci, allora, dagli idoli del potere, dalla mafia, dall’egoismo e vivere sacrifici quotidiani, anche piccoli, fatti con amore, non con avarizia, volti alla reciprocità, alla solidarietà e alla fratellanza con responsabilità rappresentano - ha concluso il presule - le vie maestre, che costituiscono il tesoro più grande che possiamo donare a Dio”.

 

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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