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Si è chiuso il Giubileo nell’arcidiocesi di Monreale

· Giuseppe Cangemi · Curia

Ieri la solenne celebrazione di chiusura in cui è stato ordinato diacono il seminarista Vito Gallina

MONREALE, 29 dicembre – Ieri, 28 dicembre, anche a Monreale, l’arcivescovo Gualtiero Isacchi ha celebrato la santa Eucaristia come solenne chiusura dell’anno giubilare dedicato alla Speranza aperto un anno fa.

La celebrazione della santa messa è così iniziata, rappresentando il vertice del rito di chiusura dell’anno giubilare con l’invito dell’arcivescovo Gualtiero Isacchi attraverso la sua omelia rivolto al nuovo diacono: ‘’Come per la celebrazione di apertura diocesana del Giubileo - ha affermato monsignor Isacchi - viviamo anche questa eucaristia nella felice coincidenza con la festa liturgica della Santa Famiglia che ci propone la dinamica famigliare della Famiglia di Nazareth come stile a cui ispirare la vita della Chiesa in ogni sua articolazione. In questo contesto così ricco di significati, generiamo un nuovo diacono, Vito Gallina, per il servizio della speranza nella Chiesa monrealese. Caro Vito tu sei un frutto di questo Giubileo, fai in modo che la speranza sempre caratterizzi il tuo ministero’’.

Per mantenere viva in noi la speranza, secondo l’arcivescovo, bisogna seguire l’esempio che ci dona il Vangelo, consegnandoci come modello San Giuseppe dal quale è possibile trarre un atteggiamento esistenziale che lo rende disponibile ad accogliere e dare carne alla Parola di Dio, ovvero il sognare.

“Sognare è un atto di fiducia - ha continuato l’arcivescovo - oltre che di speranza. Si sogna mentre si dorme, quando non si può agire e, dunque, quando non si può contare sulle proprie forze e sui propri progetti. Si impara, allora, a nutrire fiducia nell'agire di qualcun altro. Nel sognare Giuseppe più che vedere, ascolta: il cielo è una parola che illumina la sua notte. Quante volte - ha concluso monsignor Isacchi - anche a noi la Parola di Dio sembra un sogno bellissimo, ma impossibile da realizzare qui e ora. Carissimi fratelli e sorelle, caro Vito, quando Dio parla un mondo diverso si schiude. Dio parla, ma non agisce! La Parola di Dio chiama Giuseppe ad agire in una libertà responsabile e, al tempo stesso, obbediente. Una libertà che è matura non nell'orizzonte dei propri calcoli umani, ma in quello del sogno di Dio. Dio consegna tre imperativi a Giuseppe ed anche noi: «Alzati; prendi con te; va’»’’.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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