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Ospedale Ingrassia, libri in corsia con il progetto ‘''Storie in attesa''

· Giuseppe Cangemi · Curia

L'idea di una biblioteca sempre in movimento per il progetto ‘’Storie in attesa’’ grazie alla proposta del cappellano del presidio ospedaliero e direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute, don Gioacchino Capizzi

PALERMO, 21 dicembre – La biblioteca non è solo un luogo dove prendere in prestito libri: è uno spazio vivo, in continuo movimento, capace di creare legami, generare incontri e prendersi cura delle persone. È con questo spirito che è nato il progetto ''Storie in attesa'',  che unisce cultura, ascolto e prossimità, portando la lettura dove c’è più bisogno di umanità.

L’iniziativa ha preso forma grazie alla proposta del cappellano del presidio ospedaliero e direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute dell'arcidiocesi di Monreale, don Gioacchino Capizzi, presentata all'arciprete don Francesco Giannola. Un’idea accolta e realizzata insieme ai volontari della biblioteca parrocchiale ''Vincenzo Evola'' della parrocchia Sant’Anna di Balestrate: Antonella Pitarresi, Enza Agrusa e Letizia Provenzano, che con passione e dedizione hanno reso possibile questa esperienza.

Nella mattinata di ieri, il progetto ha fatto tappa presso il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Ingrassia di Palermo, dove i volontari hanno condiviso un tempo prezioso con tante neo mamme e con chi vive l’attesa della nascita. Attraverso la lettura di racconti che parlano di mamme di tutto il mondo, del loro legame unico e profondo con i figli, si è creato uno spazio di ascolto, riconoscimento e condivisione emotiva.

Un sentito ringraziamento è andato al primario del reparto, Laura Giambanco, per aver accolto con entusiasmo la proposta, e al coordinatore di ostetricia, Elio Lopresti, per l’accoglienza, l’accompagnamento e la preziosa collaborazione, insieme a tutti gli operatori sanitari del reparto. Questa esperienza si inserisce pienamente nella medicina delle relazioni, un approccio che riconosce il valore terapeutico dell’incontro umano, della parola e dell’ascolto. In un contesto ospedaliero, la lettura condivisa diventa un gesto di cura: allevia l’ansia, favorisce il benessere emotivo e rafforza il senso di comunità. Le storie lette non sono solo racconti, ma ponti tra persone, capaci di dare voce alle emozioni e di accompagnare momenti delicati della vita.

''Storie in attesa'' - fa sapere don Gioacchino Capizzi - ha dimostrato che la cultura può essere una forma concreta di vicinanza e che la biblioteca, quando esce dalle sue mura, diventa un vero e proprio presidio di umanità. Un piccolo gesto, carico di significato, che guarda al futuro con fiducia e costruisce relazioni che curano.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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