Monreale, l’arcivescovo Gualtiero Isacchi rilancia il ruolo delle parrocchie
Emanato decreto contenente nuovo regolamento e statuto per i consigli pastorali parrocchiali
MONREALE, 27 novembre – Alla luce del cammino sinodale compiuto dall’arcidiocesi di Monreale sono stati approvati due nuovi documenti recanti lo statuto e il regolamento dei consigli pastorali parrocchiali della diocesi per avviare un nuovo percorso di comunione, partecipazione, corresponsabilità e discernimento, rilanciando il ruolo e la vita delle parrocchie.
L’istanza di rinnovamento arriva in un momento importante per la vita delle Chiesa, chiamata a riflettere sul cammino sinodale compiuto secondo cui, così come ha affermato recentemente il cardinale Zuppi, presidente della Cei, ad Assisi in occasione dell’Assemblea generale dei vescovi italiani, è necessario “fare di questo una priorità della pastorale in sintonia con le scelte sinodali che non riguardano istituzioni o strutture, ma comunità vive, un soggetto, un noi, una comunità viva è sempre una profezia in questo nostro tempo individualista. Le parrocchie, in particolare, devono sempre restare aperte a qualunque tipo di fedeli e a qualunque ricerca di Dio: sono come la piazza della Chiesa, dove non ci devono essere accessi limitati o condizionati, perché spesso qui approdano tante persone da storie diverse particolari. E alla fontana vanno gli assetati, anche se non li conosciamo!”. Per questo i vescovi italiani saranno chiamati a individuare le linee guida della propria azione fra le proposte contenute nel documento di sintesi che raccoglie i quattro anni del cammino sinodale italiano, che è stato approvato lo scorso 25 ottobre dall’Assemblea sinodale composta da oltre 800 delegati delle diocesi della penisola.
Il rilancio dei nuovi organismi delle parrocchie dell'arcidiocesi di Monreale dovrà avvenire in breve tempo, infatti ogni parrocchia dovrà costituire il suo consiglio pastorale parrocchiale entro il 18 febbraio 2026, secondo le norme stabilite dallo statuto approvato con decreto dall’arcivescovo Gualtiero Isacchi. Tutti i consigli parrocchiali esistenti alla data del decreto, anche se di recente costituzione, dovranno essere soggetti ad una revisione e integrazione che rispetti le esigenze espresse dal nuovo statuto, per cui ogni parroco dovrà presentare all’arcivescovo la composizione del nuovo consiglio della parrocchia di cui è a servizio entro il 28 febbraio 2026. Il nuovo decreto, che è entrato in vigore ieri, abroga i precedenti statuti e regolamenti.
Come è possibile leggere nel documento approvato dall’arcivescovo “è compito del consiglio pastorale parrocchiale studiare ed esaminare tutto ciò che concerne le attività pastorali nella parrocchia in relazione ai percorsi fondamentali della vita comunitaria, in attuazione delle indicazioni diocesane date dal Vescovo. Il consiglio, in particolare, è chiamato a servire la comunione offrendo al ministero del Parroco il suo consiglio e proponendo le conclusioni pratiche adatte a promuovere e sostenere la conformità della vita e dell'azione del popolo di Dio con l'Evangelo”. I nuovi consigli dureranno in carica cinque anni dalla loro costituzione e saranno composti in modo da rappresentare tutte le componenti parrocchiali. In particolare membri di diritto saranno il parroco, eventuali vicari parrocchiali, gli eventuali diaconi che svolgono nella parrocchia un ministero affidato dal vescovo, gli eventuali superiori e superiore delle comunità di vita consacrata stabilite nel territorio, il responsabile della Caritas parrocchiale, il segretario, il responsabile dei catechisti, i responsabili della pastorale familiare e della pastorale giovanile.
Membri eletti dei nuovi consigli, secondo le regole fissate da apposito regolamento, saranno cinque fedeli laici, impegnati come operatori pastorali nei diversi ambiti di vita della comunità parrocchiale; due fedeli laici appartenenti ad associazioni presenti in parrocchia, eletti dai componenti delle associazioni stesse; due giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni eletti dall'assemblea parrocchiale; due fedeli membri delle Confraternite presenti in parrocchia, eletti dalle confraternite; un fedele laico eletto quale rappresentante dei ministri istituiti e di fatto (lettori, accoliti, ministranti, commentatori, cantori); membri adulti (di età maggiore di 25 anni) eletti dall'assemblea parrocchiale: tre fedeli laici, nel caso in cui la parrocchia sia costituita da un numero di abitanti inferiore alle 5.000 unità, cinque fedeli laici, nel caso in cui la parrocchia sia costituita da un numero di abitanti superiore alle 5.000 unità. Infine, membri designati dal parroco saranno due fedeli, con la presenza dei quali si intende assicurare di dare voce a tutte le rappresentanze del popolo di Dio, mentre il consiglio pastorale parrocchiale sceglierà dei fedeli in rappresentanza di realtà operanti nel territorio parrocchiale ritenute pastoralmente rilevanti.
Con questa nuova configurazione si vuole rilanciare la funzione e la vita di questi importanti organismi della vita parrocchiale in vista della prossima ricostituzione del nuovo consiglio pastorale diocesano.
Articoli correlati
Articoli correlati mobile
Il 2025 va via: sarà un anno da non archiviare
MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.



