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Duomo di Monreale, il documentario “Il grande sogno” sbarca su RaiUno

· Giuseppe Cangemi · Cultura

Il documentario presentato lo scorso 7 settembre all'interno del duomo di Monreale è stato oggi protagonista di un servizio su RaiUno all’interno della nota trasmissione “A sua immagine”

MONREALE, 13 settembre – Il documentario “Il grande sogno - Monreale e il suo tesoro”, prodotto dall’arcidiocesi di Monreale in collaborazione con il museo diocesano di Monreale e realizzato da Esperienza Sicilia.it per la regia dell’antropologo culturale, Lorenzo Mercurio è stato presentato oggi su RaiUno all’interno del programma “A sua immagine”.

Il documentario racconta le meraviglie del duomo di Monreale, attraverso il filo conduttore del celebre sogno di re Guglielmo II. Secondo la celebre narrazione, inserita anche nel libro di Francesco Testa, arcivescovo di Monreale dal 1754 al 1773, intitolato “De vita et rebus gestis Guilelmi II Siciliae Regis”, durante una battuta di caccia nei pressi dell'attuale città di Monreale, re Guglielmo II si addormentò sotto un albero di carrubo e, apparsa la Vergine, gli indicò un tesoro con il quale avrebbe costruito un duomo tutto d’oro segno di gratitudine a Dio e alla Vergine Maria. Nel 1172, Guglielmo II, ultimo re normanno di Sicilia, decise di edificare su un promontorio del monte Caputo il complesso abbaziale di Monreale, intitolandolo alla Madre di Dio con il nome di Santa Maria Nuova.

L’opera, già selezionata per la partecipazione a diversi e importanti eventi culturali, tra cui il Festival della comunicazione e del cinema archeologico 2025, Firenze Archeofilm 2026 e i due Festival del cinema archeologico di Spalato e Rovereto, per la prima volta è stata presentata al pubblico nel duomo di Monreale lo scorso 7 settembre, oggi approda sulla rete nazionale per raccontare che cosa significhi entrare nel duomo di Monreale attraverso le parole della professoressa Maria Concetta Di Natale, una delle autorevoli voci del documentario insieme con quelle di don Nicola Gaglio, Sergio Intorre e Ciro Lomonte.

· Enzo Ganci · Editoriali

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