Truffe e riciclaggio: sgominata Spa del crimine, Mps sotto attacco

L'operazione denominata "Cala Spa". Tutti i nomi

PALERMO, 25 febbraio - Una S.p.a. delle truffe internazionali e del riciclaggio. Con sede a Palermo, ma che operava a livello internazionale. Un'organizzazione solidamente strutturata i cui appartenenti, ciascuno con specifiche competenze professionali (imprenditori, avvocati d'affari, bancari e banchieri esteri, cracker, consulenti finanziari e mediatori creditizi, consulenti aziendali, ragionieri e dottori commercialisti, immobiliaristi, periti assicurativi, in gran parte insospettabili), progettavano e realizzavano operazioni finanziarie illecite, tra le quali il tentativo di sottrarre 40 milioni al Monte dei paschi di Siena tramite l'accesso al sistema informatico, e di raggirare altre societa' finanziarie e l'Inps.

A sgominare il gruppo criminale, nel corso dell'operazione "Cala spa", i carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo che, coordinati dalla locale Dda, hanno dato esecuzione a 27 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere e 22 ai domiciliari) richiesti dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci, Dino Petralia e dai sostituti Calogero Ferrara, Nino Di Matteo e Marzia Sabella, e disposti dal gip Lorenzo Jannelli. Oltre che di riciclaggio, truffe, accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e furti, 15 degli arrestati devono rispondere anche del reato di associazione per delinquere. Nello stesso contesto, si e' proceduto al sequestro preventivo di otto complessi aziendali per 10 milioni di euro.

L'INTERCETTAZIONE. Le indagini costituiscono il proseguimento delle attivita' che, nel febbraio 2009, hanno condotto all'operazione denominata "Senza Frontiere", con l'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 12 appartenenti a Cosa nostra. Erano state ricostruite le dinamiche operative della famiglia mafiosa di Villabate in un delicato periodo di transizione, quello successivo all'arresto di Giovanni D'Agati, successore di Nicola Mandala' nella reggenza del clan. L'analisi dei soggetti in contatto con gli ambienti mafiosi villabatesi hanno fatto orientare le attenzioni investigative nei confronti di un uomo d'affari risultato essere a capo di una associazione per delinquere dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e la pubblica fede. Il procuratore Francesco Messineo ha comunque precisato che "benche' l'indagine abbia preso le mosse da una intercettazione nell'ambito di una inchiesta di mafia, non sono emersi elementi che facciano emergere un coinvolgimento diretto di soggetti legati a Cosa nostra".

LE ACCUSE. All'organizzazione e' contestato il tentativo di sottrazione di ingenti somme di denaro attraverso l'accesso abusivo al sistema informatico e telematico del Gruppo Monte dei Paschi di Siena, dopo il furto da una filiale Mps di Palermo di documentazione cartacea ed informatica; il tentativo di riciclaggio di ingenti somme in valuta estera; il tentativo di truffa attraverso la realizzazione di false polizze fideiussorie, previo furto da una filiale Mps di Palermo della relativa documentazione e modulistica; le truffe ai danni di societa' finanziarie e dell'Inps, attraverso fittizie cessioni del quinto dello stipendio e indebite riscossioni di indennita' di disoccupazione; la rapina di quasi due miliardi di lire consumata il 2 maggio 1995 a Messina, ai danni di una filiale del Monte dei Paschi di Siena.

MONTEPASCHI SOTTO ATTACCO. - Nel marzo 2010 e' emerso che il titolare di una delle societa' sequestrate intestate a uno degli arrestati, stava pianificando, insieme ad altri, la sottrazione di quaranta milioni di euro da conti (denominati "Cassa previdenza nazionale dipendenti Mps" e "Fondo pensione complementare dipendenti Mps") esistenti presso la sede centrale del Monte dei Paschi di Siena. Il denaro, una volta sottratto, sarebbe stato trasferito in un conto corrente della "Falcon Bank" di Zurigo e da li', tramite successive operazioni "estero su estero", in paradisi fiscali oltreoceano. "Ci vogliono almeno due passaggi - veniva detto in dialogo captato - perche' tra il secondo e il terzo si mette la chiave di chiusura... deve fare un giro dall'altra parte dell'oceano, verso il sud dell'oceano, deve girare le acque per poi rientrare di nuovo eventualmente in una filiale. Questo e' il fondo di una cassa mutua interna dei 32 mila dipendenti, quindi c'e' questo fondo di 40 milioni". L'operazione, ideata da un uomo soprannomintao Skinner e residente in Gran Bretagna, si sarebbe dovuta concretizzare grazie alla compartecipazione di un impiegato infedele di una filiale del Monte dei Paschi di Siena di Palermo, finito in manette; abili cracker, spregiudicati banchieri e mediatori finanziari.

L'impiegato aveva rubato documentazione riservata (manuali operativi e codici di identificazione di alti dirigenti della banca) da una agenzia di Palermo, consentendio a uno dei cracker dell'organizzazione di accedere ai locali della filiale allo scopo di creare, attraverso l'utilizzo di una smart key, un collegamento telematico con l'esterno. Un tentativo sventato dai carabinieri che hanno allertato la direzione generale del Monte dei Paschi. Tra gli arrestati un imprenditore edile di Castelvetrano, in passato indagato per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione denominata "Golem II", in possesso di un ingente quantitativo di valuta estera, marchi tedeschi e dollari americani, giacente in un istituto di credito svizzero. Tramite un avvocato compaesano e altri due arrestati, aveva tentato di immettere sul mercato valuta estera fuori corso (1 milione e mezzo di marchi) e certificati di deposito in dollari americani (8 milioni) attraverso la loro vendita ad un prezzo inferiore rispetto al valore di cambio.

Nell'operazione avrebbero svolto un ruolo determinante i mediatori finanziari coinvolti. Le indagini hanno permesso di documentare, a San Marino, a Montecatini Terme e a Bologna, incontri tra gli indagati.
L'associazione aveva realizzato anche un complesso sistema finalizzato a creare fideiussioni bancarie false. L'affare piu' remunerativo avrebbe dovuto riguardare ancora una volta il Monte dei Paschi di Siena da cui l'infedele dipendente aveva trafugato dei moduli per la stipula di polizze fideiussorie. In concreto, il gruppo criminale, attraverso false garanzie fideiussorie e avvalendosi di una delle societa' sequestrate, avrebbe effettuato un grosso ordinativo di merce che sarebbe stata rivenduta subito dopo la consegna e mai pagata al fornitore perche', intanto, la societa' debitrice sarebbe fallita. ANCHE L'INPS NEL MIRINO. L'organizzazione era impegnata anche in operazioni illecite attraverso il meccanismo delle cosiddette "cessioni del quinto dello stipendio".

La truffa prendeva le mosse dall'individuazione di soggetti disoccupati da almeno due anni (e cio' al fine di lucrare anche i vantaggi fiscali connessi) che, dopo essere stati assunti in una delle societa' di fatto, facevano richiesta di prestito personale a societa' finanziarie, con l'impegno di restituzione in rate da trattenere dalla busta paga. Il danaro ottenuto in prestito, quantificabile per ciascuna operazione in circa 11.000 euro, veniva spartito fra il gruppo e i lavoratori, ma non veniva mai restituito in quanto il dipendente veniva licenziato e la societa' datrice di lavoro dichiarata fallita.

Il licenziamento prima del fallimento consentiva anche di lucrare, in danno dell'Inps, l'indennita' di disoccupazione quantificabile in circa 9.000 euro per ciascun lavoratore. Le indagini hanno permesso di accertare la partecipazione di uno degli arrestati alla rapina miliardaria messa a segno il 2 maggio del 1995 ai danni di una filiale del Monte dei Paschi di Siena di Messina. In quell'occasione, l'uomo, dipendente di quell'agenzia, fu indagato, ma la sua posizione processuale presto archiviata. Adesso sono stati acquisiti elementi di a suo carico in ordine al reato, commesso, a suo dire, da appartenenti a Cosa nostra palermitana per conto dei quali aveva svolto il ruolo di basista.

ELENCO DEGLI ARRESTATI IN CARCERE

ROMANO Lorenzo, nato a Palermo il 22.12.1965, consulente finanziario per le imprese;
DUMAS Dario, nato a Palermo il 29.10.1965, perito assicurativo;
FONTANA Eustachio, nato a Corleone (PA) il 15.09.1972, imprenditore;
SPATARO Francesco, nato a Palermo il 02.12.1959, bancario;

ELENCO DEGLI ARRESTATI AI DOMICILIARI

1. SPATARO Giuseppe, nato a Palermo il 13.10.1962, disoccupato;

2. MARINO Calogero, detto Gino, nato a Palermo il 27.05.1944, consulente finanziario;

3. SCIMONE Francesco, nato a Palermo il 20.04.1969, in atto detenuto, mediatore immobiliare;

4. D'AMICO Natale, nato a Bagheria il 16.02.1962, titolare di agenzie immobiliari;

5. ATRIA Antonio, nato a Castelvetrano il 19.08.1966, avvocato;

6. ILARI Francesco, nato a Custonaci (TP) il 19.01.1960, Ispettore della P. di S. in pensione;

7. MANDALÀ Giuseppe Andrea, nato a Palermo il 19.10.1981, consulente assicurativo;

8. BALISTRERI Gioacchino, nato a Marsala il 06.11.1948, consulente del lavoro;

9. STASSI Giorgio, nato a Palermo il 29.06.1961, collaboratore di TORTORICI;

10. AIELLO Alessandro, nato a Palermo il 11.01.1976, in atto detenuto;

11. BURRAFATO Giuseppe, nato a Palermo il 20.04.1965, commerciante;

12. SPOTO Fabrizio, nato a Capaci (PA) il 20.07.1969, Cracker, programmatore informatico;

13. ALAGNA Antonio, nato a Marsala il 14.01.1964, imprenditore;

14. PORISIENSI Paolo, nato a Pordenone il 26.06.1966, consulente finanziario;

15. DA PONTE Robert, nato negli USA il 09.02.1949, in atto detenuto, banchiere svizzero;

16. STAGI Nicola, nato a Viareggio (LU) il 05.07.1967, imprenditore;

17. PERRONE Giovanni, nato a Castelvetrano il 27.03.1973, imprenditore edile;

18. SIVIERI Eros, nato a Torino il 11.05.1965, imprenditore;

19. ZANROSSO Germano, nato a Vigevano (PV) il 19.05.1957, imprenditore;

20. FEO Alessandro, nato a Palermo il 29.08.1970, consulente finanziario;

21. SANCES Francesco, nato a Marsala il 07.05.1967, commerciante;

22. LICARI Matteo, nato a Marsala il 10.10.1957, commerciante.

4. LE SOCIETÀ SEQUESTRATE.
Dalle indagini è emerso chiaramente che FONTANA Eustachio, formalmente titolare della sola ditta "FONTANA s.r.l.", di fatto gestiva una rete fittissima di aziende, intestate a prestanome e operanti in svariati settori economici, delle quali aveva già programmato il fallimento. Quindi, si è proceduto al sequestro penale delle società riconducibili al FONTANA:
- la società a responsabilità limitata "Mediterranea Contract s.r.l.", con sede legale a Milano e sedi secondarie a Palermo (PA), Marsala (TP) e Aversa (CE), operante nel settore del commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi freschi;
- la società cooperativa "Mediterranea Soc Coop A R L", con sede legale e operativa a Partinico (PA), operante nel settore dei servizi;
- la società a responsabilità limitata "L'uliva s.r.l. unipersonale", con sede legale e operativa a Caltanissetta (CL), operante nel settore della lavorazione e conservazione di frutta e di ortaggi;
- la società cooperativa agricola "Cantina sociale le due palme", con sedi legali e operative a Calatafimi Segesta (TP) e Castel Volturno (CE), operante nel settore del noleggio di macchine e attrezzature agricole;
- la società cooperativa agricola "Cooperativa G.F. Agricoltura", con sede legale e operativa a Vittoria (RG), operante nel settore del commercio all'ingrosso di fertilizzanti;
- la società a responsabilità limitata "Fontana s.r.l.", con sede legale e operativa a Palermo, operante nel settore del commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi freschi.
Inoltre, sono state sottoposte a sequestro preventivo:
- la società "Advisorteam", con sede legale e operativa a Palermo, via San Sebastiano 30, operante nel settore delle assicurazioni e della consulenza per le imprese, di ROMANO Lorenzo;
- la società a responsabilità limitata "SA.FI. s.r.l." di Villabate, a cui fa capo l'agenzia "Mutui Time" di Villabate, direttamente riconducibile a MANDALA' Giuseppe Andrea.