Trovati dai carabinieri oltre 160 chili di carne priva della obbligatoria tracciabilità
PALERMO, 20 giugno – Un’operazione di controllo congiunta dei Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo e dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Palermo ha portato alla scoperta di diverse irregolarità all’interno di un antico casolare situato nel quartiere Montegrappa-Santa Rosalia, in un’area agricola urbana vicina alla valle del fiume Oreto.
I militari, supportati dai colleghi della Stazione Carabinieri Oreto e dal personale medico-veterinario dell’ASP di Palermo, hanno effettuato un accesso ispettivo nella struttura, composta da diversi corpi di fabbrica dove erano presenti varie attività produttive, alcune delle quali già sottoposte in passato a controlli e sanzioni. Durante l’ispezione è stato individuato un laboratorio abusivo destinato alla preparazione di prodotti a base di carne, in particolare interiora bovine e ovine utilizzate per la preparazione della tradizionale “stigghiola”.
All’interno dei locali sono stati rinvenuti circa 160 chilogrammi di interiora lavorate e non lavorate, prive di tracciabilità. Le carni sono state sottoposte a sequestro, mentre al titolare è stata contestata una sanzione amministrativa di 3 mila euro per l’attività risultata sconosciuta all’Autorità Sanitaria. È stata inoltre disposta la sospensione dell’attività.
I controlli hanno interessato anche una zona destinata all’allevamento ovino-caprino. A fronte dei 12 animali dichiarati, i militari hanno riscontrato la presenza di altri 28 capi non registrati presso l’Autorità Sanitaria. Il personale veterinario ha quindi disposto il blocco ufficiale dell’allevamento, procedendo all’identificazione degli animali e contestando sanzioni per un importo superiore agli 8 mila euro.
Nel corso dell’ispezione è stata inoltre individuata un’area suddivisa in più ricoveri dove erano presenti 47 cani, prevalentemente da caccia, risultati complessivamente in buone condizioni di salute. Tuttavia, 18 esemplari erano privi di microchip identificativo, in violazione dell’obbligo di registrazione degli animali. Per questa irregolarità sono state elevate sanzioni per oltre 5.500 euro a carico di cinque soggetti individuati come proprietari.
Infine, in una zona vicina ai ricoveri è stato scoperto anche un allevamento di cani di razza non comunicato all’Autorità Sanitaria. Anche in questo caso il responsabile è stato sanzionato con una multa di 1.500 euro per la mancata comunicazione agli enti competenti.
L’attività rientra nei controlli dei Carabinieri finalizzati alla tutela della sicurezza alimentare, del benessere animale e del rispetto delle normative sanitarie sul territorio.