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Palermo, otto fermi della Dda contro la nuova escalation criminale

· Succede a Palermo

Contestati tentata estorsione e tentato omicidio

PALERMO, 11 giugno – La Procura della Repubblica di Palermo, attraverso la Direzione Distrettuale Antimafia, ha disposto otto provvedimenti di fermo nei confronti di persone gravemente indiziate nell’ambito di un’inchiesta volta a contrastare una serie di episodi criminali che, secondo gli investigatori, avrebbero interessato il territorio cittadino negli ultimi mesi.

 I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo e dal Comando Provinciale dei Carabinieri. Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano tentata estorsione e tentato omicidio, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le indagini riguarderebbero una serie di ritorsioni avvenute tra aprile e maggio, inserite in un contesto di tensione criminale che avrebbe coinvolto il mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Tra gli episodi al centro dell’inchiesta ci sarebbe l’agguato avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 aprile, quando sarebbero stati esplosi colpi di arma da fuoco contro un’abitazione di via Don Minzoni. Successivamente, sempre secondo la ricostruzione investigativa, si sarebbe verificata una reazione armata contro i presunti responsabili dell’episodio.

Nell’ambito delle attività della Squadra Mobile sono stati eseguiti quattro fermi per soggetti ritenuti coinvolti negli episodi più gravi. Altri due giovani sono stati fermati dalla Polizia del Commissariato Palermo San Lorenzo per una vicenda relativa al furto di un’autovettura che, secondo gli investigatori, sarebbe stata utilizzata successivamente per un attentato incendiario ai danni di un autolavaggio collegato a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
Anche i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito due ulteriori fermi nell’ambito di un’indagine su presunte richieste estorsive ai danni di attività commerciali nel territorio di Isola delle Femmine. Gli investigatori contestano l’utilizzo di modalità intimidatorie: davanti alle saracinesche di otto esercizi commerciali sarebbero state trovate bottiglie contenenti liquido infiammabile insieme a messaggi con una richiesta di denaro pari a 5.000 euro.

· Enzo Ganci · Editoriali

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