“Non una battaglia ideologica, ma uno strumento per tutelare la dignità e i diritti dei cittadini”
MONREALE, 2 agosto – Bollette da pagare entro il 21 agosto, consumi stimati “a caso”, rubinetti non di rado a secco e cittadini senza informazioni chiare.
È questo lo scenario dipinto dal Partito Democratico di Monreale che ha spinto il neo segretario cittadino, Raimondo Burgio ad annunciare una possibile class action contro il trasferimento della gestione idrica comunale ad Amap, definito “un’operazione opaca e dannosa per la comunità”.
Secondo il PD, la procedura presenta tre criticità principali: il mancato consenso dei cittadini al trasferimento dei loro dati personali a una società esterna, l’assenza di un nuovo contratto firmato e l’irrevocabilità del passaggio ad Amap, che di fatto esclude ogni ritorno alla gestione comunale. «Un contratto informato non è una formalità, è la base della fiducia – sottolinea Burgio – e questo dimostra tutta l’impreparazione della dirigenza che governa il nostro Comune».
Intanto, le famiglie devono fare i conti con bollette immediate e senza possibilità di sconto, nonostante le difficoltà nel servizio. «I cittadini sono costretti a pagare anche se l’acqua non arriva e se i consumi sono stimati», denuncia il PD, raccontando di “decine di utenti sconcertati” che, recandosi negli uffici AMAP, si trovano davanti a personale esterno poco preparato.
La class action, spiegano i democratici, non è “una battaglia ideologica”, ma uno strumento per “tutelare la dignità e i diritti dei cittadini”, chiedendo chiarezza su un’operazione che tocca la vita quotidiana di ogni famiglia monrealese.
Mentre l’amministrazione comunale difende il passaggio come necessario per migliorare il servizio, cresce il malcontento tra i residenti. «L’acqua è un diritto, non un privilegio», ribadisce il PD, promettendo di portare avanti l’iniziativa legale fino a quando non sarà fatta piena luce sulla vicenda.