La misura è stata introdotta dalla legge di bilancio 2025
MONREALE, 7 settembre – Dall’inizio di quest’anno è operativo un nuovo sistema di recupero crediti nei confronti dei dipendenti pubblici che risultano in debito con l’Agenzia delle entrate.
Introdotta in ambito nazionale dalla legge di bilancio 2025, la misura prevede il blocco di una quota dello stipendio nel caso in cui il lavoratore risulti inadempiente nei riguardi del fisco per un importo che supera i 5.000 euro.
Sul piano pratico, dunque, ogni volta che un ente pubblico deve erogare a un proprio dipendente un compenso retributivo (se eccedente i 2.500 euro netti) è tenuto preventivamente ad accertare, in modalità telematica, l’eventuale presenza di pendenze fiscali; se dai controlli effettuati emerge una morosità, scatta il pignoramento con trattenute mensili in busta paga sino alla completa estinzione della passività rilevata.
Ovviamente anche il personale del Comune di Monreale è sottoposto a queste specifiche verifiche: e sono già state riscontrate alcune situazioni debitorie, che hanno inevitabilmente comportato l’avvio delle procedure di recupero forzoso, operando le prescritte ritenute sugli emolumenti stipendiali da liquidare.
Com’è corretto che sia, la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente dei provvedimenti dirigenziali che riguardano l’attivazione dei pignoramenti avviene oscurando le generalità dei dipendenti interessati, nel rispetto delle rigorose norme sulla “privacy” previste dall’attuale legislazione europea e statale.
Tuttavia, in ogni provvedimento del genere è indicato (sia pure non per esteso) il codice fiscale del soggetto inadempiente, che può essere quindi identificato in maniera abbastanza semplice. Risulta di tutta evidenza che, operando in questo modo, il diritto alla riservatezza non viene adeguatamente garantito: il risultato è di imbattersi in un tipico “segreto di Pulcinella”.