Al Santa Caterina, per il Maggio dei Libri riflettori su Giovanna d’Inghilterra e sulle donne che, attraverso matrimoni e alleanze, contribuirono a scrivere la storia della Sicilia degli Altavilla
MONREALE, 28 maggio – Organizzato a cura della Pro Loco, l’ultimo appuntamento per il Maggio dei libri al Santa Caterina risponde alla XIII edizione di “Illustramente”, il festival dell’illustrazione e della letteratura per ragazzi quest’anno dedicato al viaggio.
A Monreale il tema del viaggio è stato declinato in maniera alquanto originale con l’iniziativa “Giovanna d’Inghilterra e le sue sorelle: le principesse migranti”, ed è stata come un’immersione in un altro tempo, perché le signore del Circolo di lettura e le due ragazze del Servizio Civile della Pro Loco hanno portato i partecipanti in giro per l’Europa, invitando a osservare un po’ da vicino le principesse medievali che sempre riservano sorprese: sono pedine nei giochi del potere, sono macchine per produrre eredi ma, alla prima occasione, dimostrano il loro essere combattenti e l’abilità nelle strategie della politica.
La principessa da cui parte la manifestazione al Santa Caterina è Giovanna, la moglie di Guglielmo II d’Altavilla arrivata nel 1177 dall’Inghilterra. Attorno a Giovanna ci sono “le sue sorelle”, le altre principesse essenziali per le strategie matrimoniali di una dinastia fragile, sul trono in una Sicilia multietnica che in quegli anni davvero sembra la patria della bellezza. In quanto donne, le principesse sono nate con un destino già segnato, l’essere “migranti” è la loro unica alternativa al convento: lasciano la loro terra mentre sono ancora bambine, vengono subito inserite in un ambiente nuovo e non sempre amichevole. Sono principesse e quindi per definizione privilegiate, ma devono affrontare numerose prove: la loro missione più importante passa attraverso il corpo, devono mettere al mondo degli eredi. Solo così la dinastia potrà continuare.
Giovanna d’Inghilterra non ha dato un erede a Guglielmo ed è poco conosciuta, stretta com’è fra due figure importanti e molto carismatiche: viene accolta da Margherita di Navarra, la madre di Guglielmo alle prese coi nobili già ribelli; il compito di partorire un erede sarà presto assolto da Costanza d’Altavilla, la zia dello stesso Guglielmo che sarà madre di Federico II. Ma la dinastia degli Altavilla s’è conclusa, Costanza è partita da Palermo con una dote favolosa per sposare il figlio dell’imperatore svevo Federico Barbarossa.
Con i Normanni torniamo a un passato sempre rimpianto, un’età dell’oro dai contorni fiabeschi. Un passato che ancora elargisce i suoi doni con monumenti rientrati nel Patrimonio dell’Umanità. Ripercorrere la storia di chi ha pensato e realizzato una meraviglia come il nostro Duomo ci lega al territorio in maniera immediata. E, in un’epoca di turismo emozionale, le nostre principesse “migranti”, venute da lontano, possono ancora regalarci tante storie: per rafforzare l’appeal di una Monreale normanna, ma ancora in cerca di una visione per il suo futuro.
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