Skip to main content

Grossi pericoli sulla Palermo-Sciacca tra Giacalone e San Cipirello, un esposto contro Anas

· Cronaca varia

Lo annuncia Salvino Caputo: “Il Prefetto convochi un tavolo tecnico”

PALERMO, 11 novembre – “Probabilmente Anas attende la tragedia per intervenire e visto che i nostri precedenti inviti a realizzare interventi concreti per la messa in sicurezza del tratto stradale che collega la Frazione di Giacalone con i comuni di San Giuseppe Jato e San Cipirello sono caduti nel vuoto, abbiamo presentato un esposto contro Anas e chiesto un tavolo urgente al Prefetto di Palermo”.

A dichiararlo Salvino Caputo e Paolo Franzella rispettivamente vicesegretario regionale e segretario provinciale dell’Udc che già in passato avevano chiesto ad Anas interventi per migliorare i livelli di sicurezza di un tratto stradale tra i più pericolosi del comprensorio.
“La strada è’ al buio, tranne piccole luci che delimitano i due sensi di marcia. Le strisce sul manto stradale sono state cancellate; la strada è divenuta ad una sola corsia , situazione che determina un gravissimo stato di pericolo. I margini stradali sono delimitati da contenitori d’acqua e da strisce catarifrangenti. La sera la nebbia rende quasi impercorribile la strada ed ieri sera un mezzo pesante, ha invaso la corsia opposta e soltanto la pronta reazione dell’automobilista ha evitato la tragedia.

Sono anni – hanno denunciato Caputo e Franzella – che questa arteria ad alta densità automobilistica versa in condizioni di abbandono da parte di Anas, per mancanza di interventi concreti. Per questo abbiamo presentato un esposto nei confronti di Anas regionale diretta al Prefetto di Palermo, con contestuale richiesta di convocazione di un tavolo tecnico con i Sindaci del comprensorio e i vertici siciliani di Anas. In caso contrario attiveremo manifestazioni davanti la sede Anas e sulla Palermo Sciacca”.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

Edizione locale

Rubrica

Rubrica