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La breve e malinconica storia del trenino turistico di Monreale

· Nicola Giacopelli · Cronaca varia

Si vide in giro per pochissimi giorni, sparendo poi per sempre

MONREALE, 19 agosto – Qualcuno forse se lo ricorderà, molti se ne sono completamente dimenticati: stiamo parlando del trenino turistico di Monreale (nella foto).

A poche settimane dalla prima elezione a sindaco di Alberto Arcidiacono, grazie a un accordo fra l’amministrazione comunale e una cooperativa catanese operante nel settore del turismo, il 31 luglio del 2019 (era un mercoledì abbastanza caldo) entrò in servizio il piccolo convoglio formato da una locomotiva - peraltro non ecologica, ma a benzina - e da due vagoncini in cui potevano trovare posto sino a 40 passeggeri.
Il trenino partiva da piazza Guglielmo e vi faceva ritorno dopo aver attraversato piazza Vittorio Emanuele, via Benedetto D’Acquisto, via Palermo, via Roma, via Antonio Veneziano, via Venero, via della Repubblica, via Kennedy, via Archimede, corso Pietro Novelli, piazzetta Vaglica, via Santa Maria La Nuova, via Chiesa degli Agonizzanti e via Dante.
La durata di ogni “giro” era di una trentina di minuti, mentre il biglietto aveva un costo di cinque euro a persona: un prezzo in effetti non particolarmente economico.

Chi ha buona memoria ricorderà che l’iniziativa era stata presentata e pubblicizzata con tronfia enfasi, ipotizzandone il sicuro successo e la grande attrattività, nel contesto ed a beneficio del rilancio del turismo locale.  In realtà, però, le cose andarono in maniera del tutto diversa…
Il trenino lillipuziano è rimasto infatti a girovagare stancamente per le strade di Monreale soltanto per pochissimi giorni, spesso vuoto o semivuoto. La sua breve e malinconica storia finì “a cura ri surci” e venne istantaneamente dimenticata (o fatta dimenticare): nessuno ne ha mai più parlato, neanche coloro che ne avevano caldeggiato con entusiasmo l’arrivo in città.
Snobbato dai turisti e guardato con disinteresse dai monrealesi, ben presto è letteralmente sparito dalla circolazione, forse nottetempo, senza lasciare rimpianti e neppure ricordi.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 23 luglio – Il copione si ripete troppo spesso. Le fiamme divorano boschi, campagne e montagne, lasciando dietro di sé cenere, devastazione e una lunga scia di rabbia.

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