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Monreale, proiettile sotto il lucchetto della saracinesca dell’imprenditore Giuseppe Quartararo

· Nera e giudiziaria

L’episodio si sarebbe verificato due settimane fa. La vittima ha già sporto denuncia

MONREALE, 2 giugno – Un proiettile lasciato sotto il lucchetto della saracinesca. È il messaggio intimidatorio recapitato circa due settimane fa all'imprenditore edile Giuseppe Quartararo, titolare di un'attività a Monreale.

 L'uomo, come riporta oggi il Giornale di Sicilia, ha denunciato immediatamente l'accaduto ai carabinieri della cittadina normanna, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili.
Per Quartararo non si tratta del primo episodio del genere. L'imprenditore riferisce infatti di avere già subito analoghe intimidazioni durante lavori svolti in alcuni cantieri di Palermo, in particolare nelle zone di Ballarò e San Lorenzo.
L'episodio si inserisce in un contesto che, negli ultimi mesi, sembra registrare una recrudescenza delle attività estorsive. Le più eclatanti delle quali operate ai danni dell’imprenditore Tommaso Dragotto, titolare dell’azienda Sicily by Car, mercoledì scorso a Carini, dove ignoti hanno incendiato una ventina di automobili esposte nello showroom, dopo averle cosparse di benzina. Pochi giorni prima, il 22 maggio, un rogo aveva distrutto quattro furgoni della ditta edile La Serenissima in via Luigi Cosenz, nel quartiere Cep. Il 24 maggio, invece, le fiamme avevano colpito un'agenzia immobiliare Tecnocasa di via Don Orione.

Gli investigatori mantengono alta l'attenzione su una serie di episodi che potrebbero essere riconducibili a una rinnovata pressione estorsiva sul territorio. Il fenomeno del pizzo, infatti, non sarebbe mai scomparso, ma starebbe tornando a manifestarsi attraverso azioni sempre più evidenti e dimostrative.

Parallelamente, le più recenti inchieste giudiziarie delineano un'organizzazione mafiosa profondamente cambiata rispetto al passato. Venuta meno una struttura verticistica unitaria, i diversi mandamenti operano oggi con maggiore autonomia, pur mantenendo contatti e relazioni consolidate tra i rispettivi vertici. Una rete che continua ad alimentare traffici illeciti, dal narcotraffico al commercio di armi, e che potrebbe favorire anche nuove forme di coordinamento nel settore delle estorsioni.

· Enzo Ganci · Editoriali

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