Accusato di incendio doloso in contrada Zabbia: assolto, “Non ha commesso il fatto”
“Protagonista A.B., un imprenditore nel settore della manutenzione stradale
MONREALE, 15 aprile – Si è conclusa con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva imputato A.B., 41 anni, imprenditore nel settore della manutenzione stradale, accusato di aver appiccato un incendio in un’area di contrada Zabbia, nel territorio di Monreale.
I fatti risalivano al febbraio di due anni fa, quando l’uomo era stato denunciato dai carabinieri di San Giuseppe Jato per aver presumibilmente dato fuoco a un cumulo di rifiuti – tra cui copertoni, resti di automezzi, sfrabbricidi e materiale organico – situati nei pressi di un capannone adibito a deposito.
Secondo quanto ricostruito, al termine della giornata lavorativa A.B. si era recato nel magazzino per depositare i mezzi e preparare le attrezzature per il giorno successivo. Poco dopo, un vicino lo aveva avvisato che un cumulo di rifiuti nelle vicinanze stava prendendo fuoco. L’imprenditore, con l’aiuto di un operaio, si era quindi precipitato sul posto tentando di contenere le fiamme utilizzando una ruspa per ricoprire i rifiuti con della terra. Nel frattempo erano intervenuti i Vigili del Fuoco e, successivamente, i carabinieri.
Lo stesso A.B. aveva consegnato spontaneamente ai militari le registrazioni delle telecamere di sorveglianza installate a tutela dell’area. Tuttavia, dall’analisi delle immagini, gli investigatori avevano ritenuto di individuarlo come possibile autore del rogo, ipotizzando che l’oggetto che teneva in mano fosse idoneo ad appiccare l’incendio.
La Procura della Repubblica di Palermo aveva quindi chiesto il rinvio a giudizio per incendio doloso. Durante le indagini difensive, l’imprenditore – assistito dall’avvocato Giada Caputo (nella foto)– aveva chiarito la propria posizione, spiegando di essere comproprietario dell’area e che l’oggetto in suo possesso era in realtà uno starter utilizzato per l’avviamento dei mezzi. Inoltre, aveva evidenziato come quel cumulo di rifiuti fosse presente da tempo, a seguito di un precedente incendio doloso che aveva colpito alcuni suoi veicoli, per il quale aveva già sporto denuncia.
La difesa ha inoltre richiesto l’audizione di testimoni per dimostrare l’estraneità dell’imputato e il suo tentativo di spegnere le fiamme. A supporto della tesi difensiva, anche la relazione dei tecnici dell’Arpa, che ha escluso la presenza di rifiuti pericolosi o tossici.
Nonostante la richiesta della Procura di una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, il giudice del Tribunale penale monocratico di Palermo ha accolto le argomentazioni della difesa, assolvendo A.B. con la formula “per non aver commesso il fatto” e disponendo il dissequestro dell’intera area. “Per indagini generiche e approssimative – ha commentato l’avvocato Giada Caputo – un imprenditore ha rischiato una pesante condanna”.
Articoli correlati
Articoli correlati mobile
Il 2025 va via: sarà un anno da non archiviare
MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.



