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Sputi all’avvocato Sinatra, il processo sulla strage di Monreale continuerà nell’aula bunker del Pagliarelli

· Nera e giudiziaria

A denunciare l’accaduto è stato lo stesso legale, che difende Salvatore Calvaruso

PALERMO, 26 marzo – La prossima udienza del processo sulla strage di Monreale, fissata per il 7 aprile prossimo, si terrà nell’aula bunker del carcere Pagliarelli.

 La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare Marta Maria Bossi, in seguito ai gravi episodi verificatisi ai danni dell’avvocato Corrado Sinatra. Il legale, difensore di uno dei tre imputati, Salvatore Calvaruso, secondo quanto riferisce il legale, sarebbe stato oggetto di minacce e insulti prima e dopo l’udienza del 25 marzo, svoltasi nel nuovo palazzo di giustizia. All’uscita dal Tribunale, una volta raggiunta via Volturno, qualcuno gli avrebbe pure sputato contro. L’avvocato sarebbe stato preso di mira per aver accettato la difesa di quello che alcuni presenti hanno definito “un assassino”. Le offese, afferma Sinatra, sarebbero arrivate da persone che poco prima si trovavano in aula, tra cui familiari e amici delle tre vittime. È stato lo stesso legale a chiede al Gup il trasferimento delle prossime udienze nell’aula bunker del carcere Ucciardone.

Intanto, la Procura di Palermo ha richiesto il rinvio a giudizio per tre giovani: Salvatore Calvaruso, 19 anni, Samuel Acquisto, 18 anni, e Mattias Conti, 19 anni. I tre sono accusati dell’omicidio di Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo,  e Andrea Miceli.
Solidarietà all’avvocato è stata espressa dall’Associazione giuristi italiani, che ha parlato di “gravi episodi legati all’esercizio dell’attività difensiva”. L’associazione ha sottolineato come ogni forma di minaccia o aggressione nei confronti di un avvocato sia inaccettabile e contraria ai principi fondamentali dell’ordinamento, ribadendo che il diritto alla difesa, garantito dalla Costituzione, è inviolabile e rappresenta un pilastro dello Stato di diritto. “Colpire un avvocato nello svolgimento delle sue funzioni – si legge nella nota – o identificare il professionista con il proprio assistito significa mettere in discussione i valori stessi della giustizia”.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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