Strage di Monreale, nel processo il comune sarà rappresentato dall’avvocato Nicola Nocera
Chiederà che la città venga ammessa come parte civile
MONREALE, 17 marzo – L’udienza preliminare si terrà mercoledì 25 marzo. Sarà il giorno in cui comincerà la celebrazione del processo per la cosiddetta “strage di Monreale”, quella in cui vennero barbaramente trucidati Salvo Turdo, Andrea Miceli e Massimo Pirozzo.
Tra ragazzi caduti il 27 aprile scorso, per la mano assassina di chi non si fece scrupolo di sparare ad altezza d’uomo tra la folla davanti al bar 365, in via Benedetto D’Acquisto, qualche giorno prima che entrassero nel vivo i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso.
Per questi fatti la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto. Sarebbero stati loro, secondo le risultanze investigative, gli autori del delitto, come risulta finora dalle oltre 11 mila pagine degli atti dell’indagine.
A quel processo, che sarà aperto davanti al Gup Marta Maria Bossi, ha chiesto di partecipare, come “parte civile”, anche il comune di Monreale, che ha dato mandato ad un legale esperto, monrealese doc, come l’avvocato Nicola Nocera. Toccherà a lui rappresentare tutta la comunità monrealese in sede processuale. Una comunità ancora scossa, ancora ferita, che chiede giustizia. A dargli mandato è stata l’amministrazione comunale, nella convinzione che Monreale abbia subìto danni ingenti, tanto dal punto di vista dell’immagine, quanto sotto l’aspetto patrimoniale.
Per quel che riguarda l’immagine c’è poco da dire: se fino al 26 aprile scorso la cittadina era conosciuta in tutto il mondo per le meraviglie architettoniche arabo-normanne, diventate dal luglio 2015 patrimonio dell’Unesco, dal giorno dopo il nome della cittadina viene associato a quello di una strage raccapricciante, che ha gettato nella disperazione non solo tre famiglie, ma che da quel giorno costringe a vivere nella paura l’intera comunità.
Sotto l’aspetto patrimoniale, invece, c’è solo da scorrere la lunga teoria dei danni che quel luttuoso evento ha provocato: spese effettuate dal comune legate all’annullamento del principale evento che la cittadinanza da 400 anni ormai ha sempre vissuto: e cioè la festa del Santissimo Crocifisso. Luminarie, punti luce, service, annullamento degli spettacoli musicali già calendarizzati e chi più ne ha più ne metta. Cifre a tanti zeri che hanno portato l’avvocato Nocera a chiedere risarcimenti per un milione di euro.
Sarà pertanto il Gup, magari non immediatamente, ma riservandosi di esaminare meglio la situazione, a stabilire se questi danni vedranno nei presunti assassini i loro responsabili ed, eventualmente, in che misura. Ciò che non tornerà, purtroppo, e non potrà essere mai risarcito sarà il sorriso di Andrea, Salvo e Massimo, ai quali andrà sempre il pensiero di tutti noi.
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