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Droga confezionata nelle case dei parenti: tre arresti a Santa Cristina Gela

· Nera e giudiziaria

I tre indagati sono un 32enne e una 29enne di San Cipirello e un 28enne di San Giuseppe Jato

SANTA CRISTINA GELA, 5 giugno – L'attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei piccoli centri dell'entroterra palermitano ha portato a un nuovo, significativo risultato.

I carabinieri della Stazione di Santa Cristina Gela hanno infatti dato esecuzione a un'ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di tre persone, ritenute responsabili, in concorso tra loro, del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza e la permanenza in casa in orario notturno per i tre indagati: un 32enne e una 29enne di San Cipirello e un 28enne di San Giuseppe Jato.

Le indagini, condotte dai militari della Stazione di Santa Cristina Gela con il supporto dei colleghi di Piana degli Albanesi tra settembre e novembre 2024, hanno preso il via dalla segnalazione della madre di un assuntore abituale di hashish la quale, preoccupata per il figlio, aveva deciso di rivolgersi ai Carabinieri di Santa Cristina Gela per chiedere il loro aiuto.
I militari, raccolte le informazioni preliminari, hanno subito avviato le indagini che hanno in breve tempo fatto emergere il ruolo dei tre indagati nello spaccio di hashish nei comuni di Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 32enne e la 29enne, compagni nella vita, si erano divisi i compiti: la donna si sarebbe occupata del confezionamento dello stupefacente, mentre l'uomo avrebbe provveduto allo spaccio, principalmente nella zona di Piana degli Albanesi; il terzo indagato, il 28enne di San Giuseppe Jato, avrebbe invece confezionato e smerciato la droga in autonomia nella propria area di residenza.

I due uomini, entrambi già noti alle forze dell'ordine, in base agli esiti delle indagini si sarebbero recati insieme a Palermo per reperire lo stupefacente, adottando alcune precise cautele per tentare di allontanare eventuali sospetti sul loro conto: in particolare, per eludere le eventuali verifiche delle forze dell'ordine, dopo aver fatto rifornimento, i due erano soliti rientrare a San Giuseppe Jato dove il 28enne, all'insaputa dei suoi genitori, avrebbe utilizzato la loro abitazione come nascondiglio della droga, evitando così di custodirla presso il suo appartamento o quello dell'amico, già oggetto in passato di perquisizioni antidroga.

· Enzo Ganci · Editoriali

MONREALE, 31 dicembre – Sarà molto difficile, anzi sarà forse impossibile, per la comunità monrealese, archiviare quest’anno come uno dei tanti. Come l’ennesimo che va in soffitta, tra gioie, dolori, rimpianti o speranze.

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